Volete farvi una foto insieme a Dayneris Targaryen, Madre dei Draghi? Fare due passi con Spider Man mentre evitate di essere addentati da qualche Zombi? Incontrare Frank Miller? Il vero Frank Miller?

Se sì, il posto per voi è il Lucca Comics & Games.

Si è conclusa martedì 1° novembre la 50° edizione del Lucca Comics & Games 2016, un’edizione straordinaria che ha raggiunto cifre da capogiro: 271.208 biglietti complessivi venduti nei cinque giorni di durata della manifestazione; 80.000 biglietti venduti (sold out) nella giornata di domenica.

E non è tutto, considerando che senza acquistare il biglietto di ingresso negli stand, si può girare nelle vie di Lucca ammirando gli strani personaggio mascherati (i cosplayers) che animano la città, le presenze effettive sono molto più numerose, si stimano infatti complessivamente 500.000 persone.

Tra queste c’ero anch’io. Dopo aver assaggiato, quasi come fosse un antipasto, questo mondo a Rimini nel mese di luglio, ho pensato di spingermi fino a Lucca per dare un’occhiata alla città e scoprire personalmente la manifestazione del genere più importante d’Italia. Dopo un lungo viaggio in autobus, sabato 29, alle 10.00, ero a Lucca.

Lucca è una città splendida, il centro storico è circondato da una cerchia muraria di oltre 4 chilometri completamente integra che consente di godersi una piacevole passeggiata circondati dal verde che, durante il Lucca Comics and Games, diventa luogo di incontro dei cosplayers.

Ma chi sono esattamente i Cosplayers ? Ho fatto una ricerca: la parola cosplay (cos-play) è un’abbreviazione delle parole inglesi “costum” (costume) e “play” (recitare, interpretare). Quindi un cosplayers non indossa semplicemente una maschera ma vive il personaggio.

Personalmente ritengo che l’umanità colorata e variopinta che invade in questi giorni Lucca sia la parte vincente di questa manifestazione. Quello che mi piace è lo spirito giocoso che governa i partecipanti. Perché se é vero che ogni personaggio è qualcosa di assolutamente unico, in quanto frutto dell’impegno nell’idearlo, nella ricerca dei materiali e nel realizzarlo, tutti insieme rappresentano una comunità che attraversa l’intera penisola, da nord a sud, senza barriere, senza confini e senza regionalismi. E tutto questo, nella sua semplicità, è incredibile.

La pensano così anche Daniele e Cristina. Daniele e Cristina sono una giovane coppia di Chiaravalle, mi hanno raccontato che da due anni vengono a Lucca in veste di cosplayers insieme ai loro due piccoli di otto e tre anni, Lucia ed Enea, fantastici! La parte migliore di questo mondo è proprio questa, quello di rivedere in armonia, giovani, meno giovani e famiglie intere. Daniele mi ha raccontato che ci vogliono mesi di lavoro per realizzare artigianalmente un costume nel tempo libero ed è veramente interessante sentire le tecniche di realizzazione e di gestione dei materiali. Alcuni risultati sono incredibili. Per Daniele e Cristina il mondo del Comics non è solo indossare gli abiti dei loro personaggi ma anche quello di gestire un’attività commerciale di vendita di gadget e articoli a tema. Si può dire che, come i supereroi che rappresentano, hanno una doppia vita in questo mondo, con e senza la maschera. Questi eventi sono infatti anche dei giganteschi mercati dove trovare edizioni speciali di fumetti, gadget di ogni tipo, action figure ed accessori.

Per avere anche un il punto di vista dell’appassionato di fumetti, ho parlato con Paolo, un ragazzo di 37 anni che da tre anni consecutivi frequenta il Lucca Comics. Paolo mi ha detto che tanti sono i personaggi arrivati a Lucca in questi giorni, per citarne alcuni: Zerocalcare (autore dell’immagine del festival quest’anno), Roberto Recchioni, Terry Brooks, Bruno Bozzetto, Stefano Disegni, Frank Miller, Gabriele Salvatores e tanti altri.

Il Comics nel tempo ha abbracciato sempre più Cinema ed i Games in un continuo alternarsi e sovrapporsi. Per capire vi basti pensare come la Marvel sia entrata nel mondo del cinema, anche in questi giorni infatti le sale sono invase dal Doctor Strange, l’ultimo fumettone padrone dei botteghini.

Paolo mi ha detto che uno degli obiettivi degli appassionati è il “firma copie”: all’interno degli stand i disegnatori firmano edizioni e copertine speciali (si chiamano covers variant). Uscite dallo stand e con la firma dell’autore diventano preziose e su queste si scatena un mercato, un vero sottobosco di appassionati ne vanno alla ricerca. Tutto quello che viene firmato a Lucca acquista valore, gli autori sono come dei Re Mida, ogni firma è oro. Questa manifestazione sta crescendo in modo impressionante e Paolo è preoccupato che il tutto diventi invivibile a causa delle interminabili file e di una possibile crescente presenza di sponsor non a tema. Direi preoccupazione legittima.

Per i cosplayers c’è anche un concorso, quest’anno il concorso per il miglior cosplayer maschile è stato premiato Buzz Lightyear (il robot giocattolo protagonista della saga cinematografica Toy Story). Ad interpretarlo Diego, un ragazzo di 32 anni alla sua prima volta a Lucca in questa veste. Il suo costume è incredibile. Diego mi ha raccontato che ha iniziato a lavorarci da febbraio fino a qualche settimana fa. La sua è una vera passione, ha trovato nel mercatino dell’usato un pupazzo di Buzz da 5 euro e da li è nata l’idea. «Dato che non ne ho mai avuto uno quando ero un bimbo perché non diventarlo direttamente?» Dopo 9 mesi di lavoro, un’attenzione maniacale per i particolari, la ricerca dei materiali migliori, un impegno economico importante, Buzz Lightyear è stato conquistato ed insieme a lui la meritata Coppa. Capisco dal racconto di Diego che per lui il bello è condividere online suggerimenti e le idee con gli altri cospayers per poi incontrarsi a Lucca. Lucca è molto di più di uno spazio fieristico qualunque, perché tutta la città è un palcoscenico.

Diego mi ha raccontato che ha sparse per casa le armature di Iron Man che aveva costruito in altre occasioni, ne immagino una accanto al frigo e un’altra accanto ai fornelli. Diego, se leggerai quest’articolo mandaci una foto di casa tua! Mi raccomando!

Anch’io voglio un Iron Man che mi valorizzi il soggiorno.

Gianluca Grannò