Governi, aziende e esperti di sicurezza dalla Cina al Regno Unito stanno tentando di contenere i danni e le ricadute del cyber attack che venerdì 12 maggio 2017 si è diffuso rapidamente in tutto il mondo (ben 99 Paesi, ndr), suscitando il timore della perdita dei propri dati prima che si possa soddisfare la richiesta di riscatto.

Gli sforzi globali vengono meno nel giorno successivo in cui il software dannoso, trasmesso via email e rubato all’Agenzia per la Sicurezza Nazionale, ha manifestato la vulnerabilità nei sistemi informatici in quasi 100 paesi in uno dei più grandi attacchi “ransomware” registrati.

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FONTE: Mark Scott per The New York Times