L’adunata nazionale di asti è stata un incredibile successo: difficile sfuggire alla retorica, ma i veri buoni sentimenti (anche patriottici) non lo sono mai. Non sono stato alpino. Anzi, a dire la verità, se non fossi stato esentato dal servizio mi­litare essendo figlio primogenito di madre vedova, avrei optato per l’obiezione di coscienza. Mio padre, invece, aveva fatto la naia, era una vera “penna nera” e stravedeva per gli al­pini. Non perdeva un’adunata nazionale. Questo suo amore per un corpo militare, all’epoca era motivo di scontri “ideologici” con il sottoscritto. Dopo quarant’anni ammetto che aveva ra­gione lui. Oggi penso che il servizio mi­litare obbligatorio dovrebbe essere reintrodotto nel nostro Paese.

Lo scorso fine settimana mezzo milione e più di persone hanno preso parte all’ottantanovesima edizione dell’adunata nazionale dell’Ana: è stato un gioioso bagno di folla che, tra l’altro, ha evidenziato una volta di più la forza dello spirito civico degli alpini: immaginate cosa succederebbe se, in una città di dimensioni simili, arrivassero 500.000 ospiti tut­ti insieme, ma­gari per seguire un concerto rock…

Lunedì bastava girare per le vie del centro per constatare se vi fossero stati atti di vandalismo oppure un’invasione di rifiuti (non ce n’erano). La tentazione di ricorrere alla retorica per celebrare eventi simili è forte, ma in fondo non sono tali i buoni sentimenti, anche e soprattutto quelli patriottici. L’unico dubbio è se l’Italia, quella in mano ai politicanti d’ogni colore, meriti gli alpini. Purtroppo le “penne nere” paracaduti­ste che hanno chiesto la libertà per i marò, fanno temere che la risposta sia negativa.

E, soprattutto, dicono anche ciò che non è stato detto pubblicamente, per senso del dovere.

Claudio Puppione