Le origini di Amalfi sono fatte risalire all’anno 533, secondo quanto ci tramanda la mitologia, fu costruita da Ercole per rendere immortale la sua amante Amalfi che fu sepolta nella località. Nell’850 fu la prima Repubblica Marinara. “Il tarì” era la moneta propria.
Dopo la caduta dell’impero Romano d’Occidente fu la città che per prima ristabilì rapporti commerciali fra l’Occidente e l’Oriente. Trasportando in Italia molti prodotti esotici come i tappeti, il caffè e la carta. La famosa cara “bambagina” che ha la sua continuità ad opera della “grualcheria” Amatruda sita nella valle dei Mulini. La tirano a mano e la usano per pubblicazioni di un certo interesse culturale ed artistico.
Fu la Patria di Flavio Gioia inventore della bussola e dette ai naviganti la legge del mare denominata “Tabula de Amalpha”, oggi conservata ne Museo Municipale.
Si raccomanda di visitare il Duomo, costruito nell’800 ed ampliato nel 900 quando regnava il Doge Monsone III°. Architettonicamente è costituito da tre navate, conserva all’interno affreschi, statue ed altre opere, tra le quali una Croce di madreperla proveniente da Gerusalemme che fu donata all’Arcivescovo Ercolano Marini ed al Podestà Francesco Gargano in occasione della loro visita in quella città nel 1930. La donazione avvenne come ringraziamento per le molteplici opere svolte dagli amalfitani medievali a Gerusalemme, tra le quali ricordiamo la fondazione di un famoso Ospedale di duemila letti.

AmalfiDuomo
Il Duomo fu dedicato a Sant’Andrea Apostolo le cui reliquie sono custodite nella cripta. L’attuale facciata è composta da Mosaici rappresentanti scene di Cristo. Le porte bronzee che comparvero per la prima volta in Italia, furono donate dal nobile Pantaleone di Mauro Comite che le fece fondere nell’XI secolo a Costantinopoli, dove risiedeva e capeggiava il partito Imperiale.
Il Chiostro del Paradiso costruito tra il 1266 ed il 1268 come Cimitero per nobili famiglie amalfitane che vi eressero cappelle e tombe, è attiguo alla Cattedrale. Dal secolo XVI non fu più adibito per tumulazioni e dopo un lungo abbandono fu restaurato nel 1908 dall’Arcivescovo De Dominicis. Di stile romanico è invece il Campanile, edificato nel secolo XI ed usato anche per la difesa della città.
Gli Antichi Arsenali della Repubblica Marinara sono testimoni di un glorioso passato.
ll Museo della carta che fu fondato nel 1971 offre a tutti un esauriente quadro circa l’attività svolta dalle cartiere medievali.
Amalfi è un centro di escursione per Conca dei Marini che dista 4 Km e nella cui baia si trova la Grotta dello Smeraldo. Vi si accede dalla strada nazionale con ascensore o scala, oppure dal mare. All’ingresso una barca guidata da un “Caronte terrestre” introduce nella spelonca, nella quale si possono ammirare moltissime strutture stalagmitiche che si sono formate perché una volta la grotta era all’asciutto e che attualmente si trovano nell’acqua per un fenomeno di bradisismo per cui il suolo si è abbassato ed ha portato intatta nell’acqua, la parte più bassa della Caverna. Particolarmente interessante è il Presepe subacqueo in ceramica che è sommerso sul fondale della Grotta a circa quattro metri ed è meta di un Pellegrinaggio durante le Feste natalizie.
Altra escursione che vale la pena compiere è quella al Fiordo di Furore di cui ci parlava già Omero nel dodicesimo canto dell’Odissea: “Vedrai da un lato discoscese rupi sopra l’onde pendenti”. Rappresenta l’altra faccia della Costiera, quella che scende pigra al mare, dai Monti Lattari, attraverso poggi fioriti e basse vigne, infranti qua e là da segrete “scalinatelle” attraverso le quali il turista procede alla scoperta del Fiordo di Furore, una enorme spaccatura della roccia che si apre sul mare. Nell’ammirarlo si rimane per qualche attimo con il fiato sospeso e si pensa di essere capitati in un’altra dimensione o comunque in un paesaggio che appartiene all’irreale.
Molto apprezzato è anche Praiano, un piccolo paese di pescatori, turisticamente ben attrezzato. Reso importante nei secoli passati perché era la residenza estiva dei Dogi. La piccola insenatura della Praja è un posto sicuro in cui non solo i turisti scendono per tuffarsi nelle acque azzurre ma è lì che si rifugiano i marinai quando si scatena la tempesta.
I piatti tipici della Costiera sono molteplici, per ammirare la tipica gastronomia bisogna passarci almeno un week-end.
Nella prima domenica di giugno si celebra la Regata storica, in cui quattro  barche si cimentano in una gara che vuole ricordare le lotte che avvennero in quella località. Sul lungomare si effettua invece la sfilata dei costumi folkloristici dell’antica Repubblica.