Regia: Denis Villeneuve (2016).

Interpreti: Amy Adams, Forest Whitaker, Jeremy Renner.

arrival locandina

Dodici astronavi extraterrestri atterrano in diverse zone della Terra. Il colonello Weber (Forest Whitaker), dell’esercito USA, convoca una squadra di studiosi, tra cui Louise Banks (Amy Adams), linguista di fama mondiale. Spera così di entrare in contatto con gli alieni, atterrati in Montana con le loro enormi navicelle, monoliti neri sospesi nei cieli, e capire il perché siano arrivati. La linguista Louise, aiutata dal fisico teorico Ian Donnelly (Jeremy Renner), cercherà di creare un alfabeto per comunicare con gli extraterrestri, prima che scoppi una guerra globale.

Denis Villeneuve (La donna che canta, Prisoners, Sicario), uno dei registi più talentuosi del mondo del cinema, ha girato il suo primo film fantascientifico, manipolando la materia aliena con una certa originalità. Per questo film ha ricevuto molteplici consensi alla 73° Mostra Internazionale del Cinema di Venezia, e si è aggiudicato 8 candidature agli Academy Awards di quest’anno.

Tratto dal racconto Storia della tua vita di Ted Chiang, Arrival ha una sovrastruttura fantascientifica che cela un autentico saggio sulla comunicazione e il linguaggio. La simbolica barriera tra i protagonisti e gli eptapodi alieni diviene lavagna, su cui gli extraterrestri spruzzano il loro inchiostro in geroglifici circolari da decifrare.

Arrival comincia dalla fine per dar ragione alla teoria su cui si fonda il suo racconto, ovvero la circolarità del tempo. Circolare è la scrittura degli alieni; circolare il nome della figlia di Louise, Hannah (è un palindromo, ossia parola che si legge allo stesso modo da un verso e dall’altro), come circolare è la natura dell’essere umano: vita e morte sono i nodi inscindibili che uniscono il suo percorso sulla terra.

Questo film è a tutti gli effetti cinema d’autore, pensato per dire molto di più di quello che mostra. L’approccio di Villeneuve plasma ciò che siamo abituati a percepire, trasformandolo in grande intrattenimento all’interno di un linguaggio per immagini complicato benché comprensibile. Come alcuni film di fantascienza moderna, anche questo è complesso, ma lo sforzo narrativo per non sovraccaricare il racconto è incredibile: allo spettatore tutto è comunicato in modo che lo desuma da sé, che lo capisca senza che gli venga detto. È interessante quindi come il regista canadese usi il mezzo espressivo in un film che parla proprio del linguaggio, evidenziando anche l’aspetto filosofico della comunicazione tra specie diverse: il difficile compito di capire qualcuno lontano da noi, il tentativo disperato di non farsi prendere dalle paure, ma riflettere sulle diversità contro l’istinto di fuga, cercando di scacciare la fobia costante di un possibile attacco.

In Arrival troviamo richiami, anche stilistici, a Interstellar e District 9 per la fantascienza politica, a Incontri ravvicinati del terzo tipo per l’approccio alla comunicazione, e infine a E.T. (la mano di Louise si apre in cerca di un contatto con il tentacolo alieno, come le dita di E.T. con il piccolo Elliot).

Amy Adams è la scelta perfetta, più che coinvolgente nel ruolo della protagonista.

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Villeneuve resta fedele al rigore e all’eleganza formale che lo contraddistinguono, senza scadere in guizzi autoreferenziali. Scelte registiche, montaggio e fotografia, sempre fortemente comunicative, riescono a rendere varia questa narrazione per immagini.

Perché mi è piaciuto?

Perché mi piacciono i film di fantascienza pieni di simbolismi e significati nascosti, e questo lo è. Perché è un film filosofico. Perché mantiene alta la tensione emotiva e la suspense, dall’inizio alla fine. Perché non è un film convenzionale.

Infine, perché in questo film l’intelligenza e l’abilità del regista non stanno nel persuadere lo spettatore restituendogli le giuste risposte, ma nell’aiutarlo a riflettere per comprendere e trovare dentro di sé le giuste domande.

Consigliatissimo.

Barbara Berardi

Voto: ****

Legenda

***** la perfezione; **** da non perdere; *** interessante; ** pregi e difetti; * passiamo oltre.