“Il talento è come un rigagnolo, prima o poi trova l’oceano”. Lo dice Manuela Metri, la regista di Menopause. E di oceani Fioretta Mari ne ha incontrati tantissimi.  È una grande artista ed è anche una grande donna ed una grande mamma. Impegnata in più campi, da anni si divide tra il lavoro di attrice e quello di insegnante presso la Lee Strasberg Institute in America. Acting coach di Serena Autieri sia per Vacanze Romane che per Diana & Lady D, lunedì 13 febbraio a Napoli riceverà il Premio alla Carriera e la rivedremo al Teatro Diana, nella stessa città, dal 2 al 21 maggio con Ingresso Indipendente. Per non farsi mancare nulla sarà la Presidente nazionale del PASS (Performer Arti Sceniche Spampinato) concorso nazionale del Coni per Performer, ideato da Valentina Spampinato. Con lei ci saranno anche Garrison e Grazia Di Michele.

Ha sempre una parola dolce per tutti, è orgogliosa e onorata di tutto quello che fa, ama incondizionatamente la vita e tutte le persone che incontra a cominciare dai suoi allievi. Crede molto nella solidarietà femminile. Impegnata nelle campagne contro il femminicidio e contro il bullismo. Dopo tanti anni di carriera prova ancora adrenalina quando sale sul palco e considera l’applauso del pubblico come la “vera droga” che la compensa di viaggi, sacrifici, intemperie. Sempre con il sorriso e pronta ad accogliere a braccia aperte chiunque le chieda un consiglio, un suggerimento. È grande anche per l’umiltà che da sempre la contraddistingue.

fioretta mari

Ritratto di Fioretta Mari.

C’eravamo lasciate quando insegnavi dizione e recitazione a Saranno famosi che non era ancora diventato Amici.

Ho avuto il piacere il primo anno di iniziare con la strepitosa signora Maria De Filippi perché non si può dire altro di lei e delle persone che lavorano accanto a lei, una regina con accanto dei ministri favolosi, tra questi Sabrina Gregoretti, produttrice, una donna fedele, brava, onesta. Ho un ricordo incredibile di queste due donne. Dopo dieci anni, hanno deciso di cambiare la formula della trasmissione, recitazione non era più una disciplina e quindi sono andata via. Mi mancano loro, mi mancano i ragazzi di Amici. Adesso è un’altra trasmissione, sempre straordinaria e i ragazzi lavorano tantissimo. All’epoca c’era disinibizione che era una sorta di gioco dove io li trattavo severamente, li facevo spaventare e li punivo con amore. Tant’è vero che siamo rimasti talmente legati che ogni volta che ci incontriamo c’è commozione e affetto. Sono rimasta amica di tutti. I miei allievi sono diventati tutti bravissimi attori. Leonardo di Minno, Gianluca Merolli, Giulia Ottonello, Antonino, Anbeta Toromani, Karima. Tutto ciò perché li massacravo con amore.

Cosa combini di bello adesso?

Da due anni sono in una compagine strepitosa, sto lavorando come direttrice artistica e come acting coach di Vacanze Romane con la grande Serena Autieri, affiancata prima da Paolo Conticini e adesso da Attilio Fontana, poi ci sono Laura Di Mauro, Gianluca Spessi e un corpo di ballo di una bravura eccezionale, perché sono attori, ballerini e cantanti, hanno studiato tantissimo con me sotto la maestria di Bill Goodson che è stato il coreografo di Michael Jackson.

Sei stata anche coach di Serena Autieri che sta per debuttare al Sistina in Diana &Lady D. Com’è andata?

Serena come tutte le dive americane ha una coach. È molto facile insegnare quando hai allievi straordinari. Fare la coach non è facile, bisogna voler bene, non bisogna toccare la loro suscettibilità ma bisogna regalare loro la saggezza, l’umiltà e dare dei consigli senza offendere. È troppo facile dire «Devi fare così perché si fa così» ma dire «Ti consiglierei di fare così».

È un po’ come portare il ruolo di mamma in palcoscenico?

La mamma è sacra, ognuno ha la sua ma mi sento molto mamma di Serena come mi sento mamma di tutti i miei allievi perché li amo come amo tutti quelli che hanno talento davanti al quale m’inchino. “Il talento è come un rigagnolo, prima o poi trova l’oceano”.

Dopo tanti anni di carriera, bisogna sempre provare emozioni per fare questo mestiere?

Sempre, se non le hai devi stare a casa. L’emozione nello spettacolo è qualcosa di adrenalinico, l’applauso del pubblico è la “vera droga”, per questo quando uno smette va in crisi di astinenza. L’applauso è quello che ti compensa di tutto, della fatica, dei viaggi, delle intemperie com’è successo ad Aosta che c’era un metro di neve e hanno dovuto spalarla per farci arrivare al teatro. Non hai idea del successo, degli applausi che abbiamo avuto per Vacanze Romane. Adesso al di là della scuola di recitazione Lee Strasberg Institute in America, dove da quattro anni faccio degli stage di recitazione alternandomi con Al Pacino e Liza Minnelli e sono veramente orgogliosa ed onorata di appartenervi, il 13 febbraio sarò a Napoli per la sesta edizione di L’amore è, un evento Charity Gala diretto a sostenere il progetto Ludoteca per la Lilt, dove riceverò un Premio alla Carriera di cui sono veramente onorata. L’evento è organizzato da Maridì Vicedomini, questa grande donna perché solo le grandi donne mandano avanti la nostra società e fanno sì che le vere donne s’incontrino, si vogliano bene e si stimino perché se non sei stimata da un’amica, non fai niente. Siamo in balia degli uomini. Se siamo solidali, ci vogliamo bene, ci proteggiamo, non c’ è uomo che possa farci del male. Alla prima parolaccia, al primo schiaffo se c’è un’amica che ti dice «Vieni via, scappa, vieni a stare da me», ti senti protetta.

Eppure il femminicidio è ancora una realtà…

Sono stata testimonial di una campagna contro il femminicidio ed anche contro il bullismo per il quale ho fatto un cortometraggio, intitolato Vorrei essere Belen, che è stato presentato in Senato e tutto nasce dal suicidio di Andrea che è stato taccato di essere omosessuale e si è buttato dalla finestra. Tra un po’ sarà presentato in tutte le scuole. Sono onorata di averne fatto parte perché guai a chi tocca i ragazzi perché sono il frutto dei nostri insegnamenti, intesi non come parole ma come esempi. Oggi le parole non servono più a niente, perché i giovani vogliono degli esempi e solo allora ti stimano, ti vogliono bene ti rispettano. Le parole ormai sono come il vento.

Quando ti rivedremo a teatro?

In primavera sarò al Teatro Diana di Napoli con lo spettacolo Ingresso Indipendente per la regia di Vincenzo Incenso e con Serena Autieri e Tosca D’Aquino. Tutto questo perché si lavora in letizia, se non lo facessimo, non si potrebbe più fare questo mestiere. La mia fortuna sono le nonne e le mamme che accendono il televisore per vedermi, sono i ragazzi che dopo più di tre anni che non faccio Amici mi fermano per strada e mi dicono «Signora la stimiamo e le vogliamo bene». L’altra sera mia figlia che è una cantante celtica e che vive in Germania, al telefono mi ha detto «Sono orgogliosa di essere tua figlia». Con questa frase ho già raggiunto tutto.

Elisabetta Ruffolo

La fotografia di copertina è di Barbara Gallozzi (c).