Milano: con questo titolo è stata inaugurata sabato 2 marzo una bellissima mostra di arte vetraria. Ognuno possiede il suo bicchiere preferito, perché siamo soliti creare con questo oggetto un legame d’affezione, eppure, per parlare della diffusione dell’uso individuale del bicchiere, bisogna aspettare la metà dell’Ottocento. Figlio di una vocazione conviviale, il bicchiere veniva usato in comune, da più ospiti, senza neppure trovare uno spazio fisso sulla tavola. I bicchieri “specializzati” nati nell’Ottocento, poiché ogni bevanda esigeva di essere gustata nel contenitore più adatto per forma e dimensione, rappresentano il preludio al bicchiere individuale, che sulle nostre tavole oggi è ancora presente con il classico set, composto da tre a sei pezzi.

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Trasgredire alla consuetudine dei bicchieri coordinati, abbinando vetri colorati a cristalli finissimi, o accostando calici a tumbler è in fondo un’altra forma di specializzazione, quella di chi, come fecero fin dalla fine degli anni ‘70 i proprietari dello storico ritrovo milanese la Scaletta, sa riconoscere la singolarità di ogni bicchiere, tanto da non temerne la promiscuità sulla tavola. Saper scegliere un calice per gustare un vino diventa allora una esperienza estetica completa, che unisce l’aspetto funzionale – vini diversi hanno bisogno di bevanti più o meno ampi – a quello estetico. Sinestetico, perché associare una foggia a un gusto, a un colore o a una decorazione significa evocare immaginari, costruire storie, animare una tavola con la passione e il divertimento.

La curiosa collezione, nella mostra curata da Sandro Pezzoli e da Rosa Chiesa presso la Galleria Scaletta di Vetro in corso C. Colombo 8, raccoglie più di cento esemplari: sono cristalli finissimi con bevanti a canne, solidi e appariscenti bicchieri smaltati e incisi di tipo boemo, virtuosistici calici da champagne o rassicuranti e generosi bicchieri da bibita.

Anonimi o firmati da artisti affermati, la maggioranza dei manufatti è di provenienza muranese, frutto di talentuosi maestri vetrai specializzati nel soffio e nell’esecuzione di leziosi bicchieri con gambi ornati da draghetti, pesci, fiori, dalla leggerezza ineguagliabile, realizzati con sofisticate tecniche di esecuzione, dalla mezza filigrana alla murrine.

Lino Tagliapietra

Lino Tagliapietra.

La bellezza del materiale esposto è pari al grande interesse che suscitano gusto e stili diversi esibiti dalle personalità degli artisti che hanno creato questi meravigliosi oggetti.

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Yoichi Ohira, fiume 2001 4.

In mostra opere di: Mary Rosin, Massimo Nordio, Vittoria Parrinello, Silvano Rubino, Lino Tagliapietra, Carlo e Giovanni Moretti, Matteo Thun, Sergio Asti, Cleto Munari, Massimo Lunardon, Yoichi Ohira, Silvia Levenson e tanti altri.

Andrea Zepponi

Spinato maschio

Silvano Rubino, Spinato maschio, 2006. H. cm. 30 ca, vetro borosilicato, lavorato e al lume.

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Maria Grazia Rosin, Glasses in Pills, Placebo series (2000).