Altro che Pokemon. A Breslavia, in Polonia Occidentale, si va a caccia di gnomi. Sono sculture in bronzo alte più o meno trenta centimetri. Il nome in polacco è krasnale. Bisogna stare molto attenti perché si trovano ovunque: nascosti dietro le finestre, in mezzo alle piazze, all’ingresso di locali, appesi ai lampioni, seduti sulle panchine, sulla soglia delle chiese, sui tram, addormentati sul marciapiede, o nell’ufficio postale. Sono quasi tutti maschi, il genere femminile è ancora poco rappresentato. Alcuni hanno il potere di rendersi invisibili perché, con mappa alla mano, sono introvabili. La cartina si compra per pochi zloty (la moneta locale) all’ufficio turistico: segna la posizione di cento gnomi nel centro storico.

Il numero esatto non si conosce: i piccoli abitanti di Wroclaw (nome polacco di Breslavia) sarebbero tra i 200 e i 300, ma il loro numero cresce ogni giorno. Sono intenti in attività disparate. C’è Życzliwek che dà il benvenuto a tutti nella piazza principale della città vecchia: ha un girasole in mano e anche il suo profilo facebook. È indubbiamente uno dei più popolari.

gnomo motociclista

Lo gnomo in motocicletta

Anche se il titolo del più fotografato spetta a una coppia: Syzyfki, in via Swidnika. Sono due gnomi che cercano di muovere una gigantesca palla di marmo. Impossibile non sedercisi sopra e complicar loro il lavoro.

Poi gli gnomi si sposano, lavorano al computer, prelevano soldi al bancomat, guidano la moto, fanno i dottori, gli attori, mangiano il gelato e sono ghiotti di pierogi (tipici ravioli polacchi ripieni di carne patate e cavolo, da mangiare bolliti o ancor meglio arrostiti). Pieroznik ne mostra uno tutto soddisfatto, lo ha appena agguantato con una forchetta. Obiezysmak ne ha mangiati così tanti che quasi gli scoppiano i pantaloni ed è stramazzato proprio in mezzo alla strada.

gnomo obiezysmak

Lo gnomo Obiezysmak

C’è lo gnomo prigioniero dietro le sbarre di una finestra e quello che ha imparato a cavalcare piccioni. C’è il turista che porta la valigia. Quello che corre a portare il curriculum per cercare un lavoro. E lo gnomo bambino che per sembrar grande si mette una barba posticcia.

Breslavia è una città bellissima, la chiamano “Venezia di Polonia”. È stata proclamata Capitale Europea della Cultura 2016. Il fiume Oder la attraversa creando uno straordinario gioco di ponti, parchi fluviali e isole. Solo che quando si vuole tornare a fare i turisti seri (smettendo di cercare e fotografare gli gnomi) e si va ad ammirare l’isola della cattedrale con le sue stradine acciottolate e i palazzi medievali, ci si affaccia sul fiume dove fa capolino Pracz Odrzanski. È lo gnomo mezzo nudo che si lava i panni nell’Oder. Impossibile non immortalarlo.

Gli gnomi si fanno vedere in superficie ma pare vivano sottoterra. C’è anche una porta di legno che conduce nella loro città sotterranea: si trova all’incrocio tra le vie Odrzanska e Mikolaja ed è controllata da Spioch, lo gnomo guardiano addormentato.

gnomo sospeso

Lo gnomo sospeso

Noi italiani poi non possiamo che far tappa da Wloch: in sella alla sua Vespa con tanto di Chianti, fetta di pizza e moka sul portapacchi. È stato realizzato grazie ad una campagna di crowfunding ed è seduto sul dehor di una pizzeria italiana.

Gli gnomi oggi sono creati da molti artisti e finanziati da istituzioni, aziende pubbliche e privati, con tanto di ufficio in comune dove presentare domanda per l’installazione di un nuovo piccolo abitante.

gnomo prigioniero

Gnomo prigioniero

Chi pensa si tratti di una trovata pubblicitaria acchiappa turisti, in parte si sbaglia. C’è una storia di protesta dietro la presenza degli gnomi a Breslavia. Il simbolo è Papa Krasnal, in via Widnicka: il primo gnomo installato in città nel 2001 per commemorare Waldemar Fydrychm, il leader del movimento anticomunista Alternativa Arancione. Tutto iniziò negli anni Ottanta, quando assurdi graffiti raffiguranti gnomi comparirono a sostituire la vernice nera del regime che cancellava ogni slogan contrario all’autorità. L’obiettivo era ridicolizzare la censura e il governo. Fu un successo, tanto che si arrivò anche ad una marcia popolare, in migliaia a protestare con cappello arancione in testa.

gnomo al bancomat

Lo gnomo… al bancomat!

Oggi gli gnomi sono l’emblema turistico di Breslavia. Ma a guardarli bene sono anche un simbolo di libertà, piccoli testimoni di un pezzo di storia polacca.