I “quarantenni” di oggi, intesi in senso estensivo come le persone nate tra il 1973 e il 1978 (anche gli altri che si sentono parte di questa “categoria” si accomodino pure!) sono appartenenti a una sorta di limbo, in quanto nati solo anagraficamente nella stagione delle grandi lotte politiche degli anni ‘70, degli anni di piombo drammatici ma pieni di passione e prima della “Generazione i” di internet che ha cambiato il mondo. La nostra maestra, la nostra guida, ciò che ha caratterizzato la nostra adolescenza probabilmente è lei: la televisione. La TV non è come internet o i socials, non ci interagisci la subisci e basta. Riferendo una notizia, per guadagnare credito presso gli amici, si diceva: “Lo hanno detto in TV”; non si metteva in dubbio l’oracolo del tubo catodico.
Chi non si è trovato la sera davanti a un falò a cantare le sigle dei cartoni animati visti da piccoli in TV o a ricordarli con gli amici? Cosa ci rimane quindi? Chi sono i nostri miti? Il Grande Mazinga, Geeg Robot d’Acciaio, la sognante Candy Candy o la sexy Lamù? O forse le ragazze in topless di “Colpo Grosso” che i più fortunati potevano vedere, ma non senza patema d’animo perché spesso non c’era neanche il telecomando per cambiare canale se entrava in stanza un genitore. Oggi, la privacy e la liberà di un adolescente nel vedere ed esplorare ciò che più gli piace con il proprio smartphone sarebbero state inimmaginabili per un ragazzo venti anni fa.
Da ragazzini andavamo in giro con i jeans con i risvoltini e le ragazze mettevano le spalline sotto le camicette e avevano i capelli cotonati (e ci sembravano anche sexy!). Era l’era dei “paninari” (dalla diffusione del fast food e dei suoi panini) e la felpa Best Company, la cinta El Charro, le Timberland ai piedi, il Moncler e lo zaino Invicta in spalla erano d’obbligo per sentirsi parte del gruppo! Niente a che vedere con i fantastici look degli anni settanta!
La musica degli anni Ottanta e’ stata sicuramente meglio dei look degli stessi anni! I tormentoni estivi dei Righeira, l’impareggiabile LP (eh si Long Play o MC – musicassetta) THRILLER di Michael JACKSON o il Rock sfarzoso di Cindy LAUPER o dei Queen fino ad arrivare all’esplosione del mito di MADONNA.
La politica era il Pentapartito e io sono cresciuto senza la minima fiducia per i politici: ogni Governo durava 6 mesi/un anno. La DC, il PSI, il PSDI, il PLI, il PRI, il PCI, la DP, il MSI, Andreotti, De Mita, De Michelis, Capanna, Altissimo, Spadolini, Craxi, Gava e chi più ne ha più ne metta. Tutto sembrava così inutile e noioso, come i manifesti elettorali spesso in bianco e nero che tappezzavano la città nei periodi elettorali.
Lo stallo geopolitico e i due blocchi. Ho una immagine nella memoria di me che gioco seduto sul pavimento del soggiorno di casa e sento al TG: “I rapporti USA-URSS…SCHULTZ e SHEVARDNATZE…” (rispettivamente Segretario di Stato USA e Ministro degli Esteri URSS). Pensavo che il mondo non sarebbe mai più mutato e invece nuovi confini e nuovi Stati si sono delineati proprio in quegli anni. La Germania unita; a casa mia brindammo quando trasmisero in diretta la caduta del Muro di Berlino. La rivoluzione in Romania: un popolo che ha dimostrato a tutta l’Europa che si poteva ancora morire per la propria libertà e per affrancarsi da una dittatura. Stavo incollato alla televisione, seguivo il processo a CEAUSESCU e la sua esecuzione con il bizzarro rito della misurazione della pressione prima della fucilazione. Le bandiere che sventolavano con un buco al centro dove prima c’era lo stemma comunista. Dallo sgretolamento del colosso sovietico saltano fuori Stati di cui non conoscevo l’esistenza in quanto tali: Ucraina, Lettonia, Georgia, Turkmenistan, ecc. Chi se lo aspettava!
In Italia abbiamo anche assistito alla fine della Prima Repubblica: il magistrato Antonio DI PIETRO che fu per noi un Supereroe. Forse ai tempi di quei grandi cambiamenti eravamo troppo giovani e vi abbiamo solo assistito. Anche la globalizzazione, la sensibilizzazione sull’inquinamento, la paura del buco nell’ozono: tutto cominciava in quegli anni ‘80 in cui forse eravamo solo giovani spettatori.
E allora le cose sappiamo cambiarle anche noi? “Siamo fuoco sotto la cenere” come cantava Luis MIGUEL al festival di San Remo in “Ragazzi di oggi”? O possiamo solo sognare che “Da grande sposerò Simon Le Bon”? O siamo ancora impegnati a “Cercare disperatamente Susan”?
I nostri quarantenni ai vertici oggi si chiamano Renzi, Alfano, Salvini…non esprimo giudizi politici, ma lascio che questi nomi diano uno spunto di riflessione ai lettori. Cari quarantenni, è arrivato finalmente il nostro turno per cambiare le cose in prima persona? O continuiamo a identificarci nella frase di Vasco Rossi -scritta all’inizio degli anni ottanta-:”Siamo solo noi Generazione di sconvolti, che non ha più Santi ne Eroi”.

Emiliano Luongo

Classe 1975, laureato in Scienze Politiche. Dipendente della Pubblica Amministrazione. Appassionato di storia, storiografia, geografia, arte e geopolitica. Curioso di natura e quindi sempre alla ricerca di nuovi orizzonti da esplorare.