Giunti al giro di boa di struzzo dei loro primi 35 anni di vita, gli Elio e le Storie Tese si affacciano sul mercato estero. Non è che finora avessero voluto affacciarsi e nessuno se li fosse filati. È che non avevano voglia.

Con il tipico stile che mescola verità, gusto per la battuta e calembour, gli Elii annunciano dal loro sito l’imminente tour europeo che li vedrà impegnati dal 2 al 17 marzo, in dodici concerti organizzati per portare la propria musica a chi sta peggio di noi (Ungheria, Belgio, Germania) a chi sta uguale a noi (Francia, Confederazione Elvetica, Spagna) e a chi sta meglio di noi (Lussemburgo, Regno Unito).

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In attesa di incrociarli e fargli i fari così ci salutiamo come gli italiani che s’incontrano all’estero e trovano entusiasmante che uno sia di Pistoia e l’altro di vicino Vicenza, ho avuto la possibilità di un veloce scambio epistolare con la band, per chiacchierare – guarda un po’ – di musica, ma anche di Europa, Michelangelo, umorismo e donne.

La prima domanda è obbligatoria: perché una tournée europea oggi?

Non chiederti che cosa può fare l’Europa per te, ma cosa puoi fare tu per l’Europa… e cosa potevamo fare noi per il nostro bistrattato continente? Andare a trovarlo e portargli la nostra musica!Se Trump vuole che l’America torni grande, noi lo vogliamo per l’Europa, a modo nostro!

La presenza live stabile di un musicista/produttore come Vittorio Cosma, che novità porta dal punto di vista strettamente musicale?

Vittorio è parte della famiglia da sempre e unico possibile sostituto di Rocco Tanica (che, lo ricordiamo, ha deciso di abbandonare i concerti ma NON Elio e le Storie Tese). È un musicista e produttore di assoluto valore e soprattutto ci fa molto ridere, ecco il suo apporto: suona i pezzi come se fossero suoi e ha un senso dell’umorismo contagioso.

Venendo al parallelismo con Frank Zappa che vi accompagna da sempre, avete mai pensato a un disco “serio”/strumentale come Hot Rats, Jazz from hell o Yellow Shark?

No, non ci abbiamo mai pensato perché la realtà è che tutti i nostri dischi sono serissimi, anche (soprattutto?) quando fanno ridere: non sta scritto da nessuna parte che “risata” e “serietà” non possano andare di pari passo.

Si sente dire spesso “la musica è un mestiere”. Non sarebbe ora di (ri)affermare che la musica è un’arte e comincia a smettere di esserlo proprio quando la si trasforma in “mestiere”?

La musica è musica e d’altra parte non vediamo contraddizione tra “arte” e “mestiere”: Michelangelo affrescò la Cappella Sistina su commissione, perché quello era il suo lavoro, ma dubitiamo ci sia qualcuno al mondo che si sognerebbe di dire che quegli affreschi non siano arte.

Spaziando nella vostra discografia, vi propongo una (delle tante) Top Ten di brani, dove la sintesi idea+testo+musica ha toccato apici di rara genialità. Io però ne indico nove, senza un ordine preciso, e chiedo a voi di completarla motivando la scelta:

  1. La Canzone Mononota
  2. Tapparella
  3. La Visione
  4. Supergiovane
  5. Parco Sempione
  6. T.V.U.M.D.B.
  7. Discomusic
  8. Servi Della Gleba
  9. Complesso Del Primo Maggio
  10. Essere donna oggi

Aggiungiamo Essere donna oggi perché oltre a sintetizzare egregiamente un nostro personalissimo punto di vista, rappresenta la quintessenza delle nostre capacità musicali.

Riuscite a seguire le nuove produzioni musicali? C’è qualche uscita recente che vi ha colpito e che consigliate?

Onestamente facciamo molta fatica a trovare qualcosa che riesca a colpirci, ci sono parecchi musicisti validi, ma non riusciamo a individuare un progetto che ci faccia sobbalzare sulla sedia, cosa che invece riescono ancora a fare alcuni grandi nomi del passato che sono inevitabilmente nel Pantheon dei nostri punti di riferimento… Non c’è bisogno che li indichiamo, giusto?

Direi di no. Anzi, per salutarvi e ringraziarvi torno a Frank Zappa e, con parole sue, vi chiedo “Does humor – still – belong in music?”

Yes of course!

Chissà se anche il genio di Baltimora risponderebbe così… In ogni caso, dopo 35 anni, lo humor è ancora l’albero motore del furgone brum brum di EELST. Furgone che si appresta a solcare le autostrade d’Europa per esportare un po’ di eccellenza italica e, ma questo è un desiderio tutto mio, far scoprire oltralpe che nella terra dei cachi non si vive di soli Ramazzotti, Pausini o Bocelli “volanti”. Ci vediamo all’estero! Hai presente, dove c’è quel baretto nel piazzale davanti all’edificio giallo con le scritte. Sì, ho presente. E io ci sarò!

Fabio Mennella

L’immagine di copertina si riferisce al concerto EELST Live in Segesta del 08/10/2016. La foto è di Raffaele Franco (c).

Gli appuntamenti di marzo 2017:

2 – Budapest (HU) Istituto Italiano di Cultura

3 – Berlino (DE) Kesselhaus

4 – Colonia (DE)  Essigfabrik

5 – Mainz (DE) Frankfurther Hof

8 – Lussemburgo (LU) Rockhal

9 – Amsterdam (NL) Melkweg

10 – Bruxelles (BE) La Madeleine

11 – Londra (UK)  o2 Shepherd’s Bush Empire

12 – Parigi (FR) Le Bellevilloise

14 – Madrid (ES) Sala But

15 – Barcellona (ES) Sala Razz Matazz 2

17 – Zurigo (CH) Volkshaus