Alla 15° Edizione di Più Libri più Liberi, la fiera della piccola e media editoria che si è conclusa ieri a Roma, si scoprono tante cose e capita d’incontrare autori, disegnatori molto giovani che ci sorprendono per la loro bravura ma anche per la loro grandezza d’animo. Uno di questi è Toni Bruno, catanese che dopo aver pubblicato numerosi graphic novel quali Non mi uccise la morte. La storia di Stefano Cucchi, Lo psicotico domato e Kurt Cobain. Quando ero un alieno, pubblica nel 2016 per la casa editrice BAO Publishing, Da quassù la Terra è bellissima. Una storia ambientata durante la guerra fredda che narra la storia di Akim Smirnov, cosmonauta sovietico e vero e proprio eroe della patria, la cui figura è ispirata a Yuri Gagarin, che al momento di partire per la sua seconda missione viene preso dall’ansia e si fa aiutare da Frank Jones, giovane psicologo americano, al fine di risolvere il problema. Tra loro nasce una bellissima amicizia. Due persone molto distanti tra loro che grazie all’empatia riescono a capire che i problemi dell’uno non sono molto diversi da quelli dell’altro pur provenendo da mondi completamente diversi.

toni cover

Copertina del graphic novel Da quassù la Terra è bellissima, scritto e disegnato da Toni Bruno.

Da quassù la Terra è bellissima è la sua ultima fatica. Di cosa tratta?

È una storia ambientata durante la guerra fredda e parla di un problema che affligge un cosmonauta, già ampiamente considerato un eroe dell’Unione Sovietica perché è stato il primo uomo ad andare nello spazio. La figura del protagonista è ispirata a quella di Yuri Gagarin, deve partire per un’altra missione, quindi un anno dopo il primo lancio ma qualcosa gli impedisce di riuscire in questo intento. Comincia a soffrire di ansia e non riesce a capire quale può essere il motivo per cui non riesce ad affrontare questo viaggio. Ad aiutarlo sarà un giovane psicologo americano e nascerà un’amicizia tra due personaggi che principalmente sono due nemici. Fondamentale nella storia è non solo la componente umana ma anche l’aspetto empatico tra gli umani. Attraverso essa i due riescono a capire che i problemi dell’uno non si distanziano molto da quelli dell’altro per quanto loro provengano da due mondi completamente diversi.

Il componente più importante di un razzo è il pilota. Se il razzo si rompe chi manderebbe ad aggiustarlo e chi metterebbe come pilota?

Non saprei, nel senso che la metafora utilizzata serve a far capire quanto sia importante non tanto lo strumento ma chi sta all’interno, la componente umana ed è importante anche l’aspetto empatico tra gli umani. In questa storia ci sono due nemici che attraverso l’empatia riescono a comprendersi, a capirsi malgrado provengano da due mondi completamente diversi e quindi l’aspetto empatico può aiutare tantissimo a riconoscere delle problematiche nell’altro e riconoscere nello stesso tempo se stessi. Per quanto riguarda il pilota ed il tecnico, è una metafora che può essere ricollegata a molti. Può essere lo studente e il suo maestro, lo psicologo e il paziente, il fumettista e l’editor, un padre e un figlio. Può essere un rapporto che riprende un personaggio che sta affrontando un percorso e il suo mentore.

Italo Calvino nel Barone Rampante diceva: «Chi vuole vedere bene la terra deve tenersi alla distanza necessaria». Perché?

Per quanto riguarda la mia visione quando si sta vivendo un problema, soprattutto di natura psicologica, al di là della gravità, non voglio entrare nel merito della questione però si tende sempre a diventare egoisti a mettersi al centro dell’attenzione e a dire “Io ho un problema” quando basterebbe allontanarsi un attimo, guardarsi un po’ dall’alto e capire che quello stesso problema possono avercelo tante altre persone e quindi ritornare ad avere una visione di se stessi non come quando si pensava che la terra era ferma e tutto ruotava intorno ad essa. Bisogna invece avere una visione più ampia e quindi riconoscere che tutti ruotiamo attorno a qualcosa e quindi dall’alto ci è più chiaro sia il percorso che stiamo affrontando e sia il modo in cui possiamo risolvere le problematiche.

I suoi lettori chi sono?

Da quello che ho avuto modo di appurare fino ad oggi sono dei lettori attenti a quelli che sono le tematiche che affronto. Sono dei lettori curiosi, sono persone che studiano fisica, ingegneria. Delle menti razionali che trovano poi nelle storie un approccio che può apparire meno razionale ma che comunque ripercorre anche in quel caso delle dinamiche che possono essere collegati sia agli aspetti scientifici che a quelli umanistici.

La fascia d’età qual è?

Dall’adolescenza in poi. Un target abbastanza ampio, non ho mai visto delle distinzioni nette. Vengono a parlarmi adolescenti e persone adulte nello stesso numero.

Alcune sue opere sono state tradotte negli Stati Uniti, in Brasile, in Canada, in Spagna e in Francia. Al di fuori dei nostri confini, i lettori cambiano o no?

È uguale. In quel caso stiamo parlando di opere che si pensa prevedano un target un po’ più adolescenziale ma non è così. Ho avuto modo di valutare che dall’adolescenza all’età adulta non ci sia questa grande differenza.

Ha disegnato anche la storia di Stefano Cucchi e di Kurt Cobain. Che reazione hanno avuto i suoi elettori?

Per quanto riguarda Non mi uccise la morte. La storia di Stefano Cucchi è un libro a cui tengo particolarmente perché volevamo usare il mezzo del fumetto per far conoscere il più possibile una storia che meritava e merita ancora oggi verità. Kurt Cobain. Quando ero un alieno, è una storia che mi sono divertito a disegnare perché è stato un approccio diverso rispetto alle classiche biografie perché appunto si è parlato dall’infanzia fino ai primi albori della carriera. Ci siamo fermati molto prima che Kurt Cobain avesse successo con i Nirvana. Abbiamo trattato tanti aspetti della sua vita che neanche io conoscevo.

Cosa si legge di più tra fumetti e graphic novel?

Non è importante come si chiami, l’importante è avvicinarsi a questo mezzo di comunicazione e goderne la lettura che è diversa rispetto a quella che può essere un romanzo visto che ci sono delle immagini che accompagnano le parole. Non riesco a fare una distinzione netta, per me si parla della stessa cosa.

Elisabetta Ruffolo