Il cinema ritrovato (Bologna, 24 giugno – 2 luglio) compie quest’anno 31 anni. Ha sedici diverse sezioni e offre in nove giorni circa 400 film, che si possono vedere soprattutto la sera in Piazza Maggiore, in piazzetta Pasolini, presso la Cineteca stessa e presso i cinema Arlecchino e Jolly. Mentre una serie di mostre sono sparse tra Biblioteca Renzo Renzi, Sottopasso di piazza Re Enzo e Sala Borsa. Per questa sontuosa edizione 2017 del Festival sono previsti oltre 100mila spettatori da tutto il mondo, e del resto la rassegna organizzata dalla Cineteca di Bologna è l’evento più importante per chi vuole ammirare Grandi Classici del Cinema, spesso in versione restaurata, chicche riscoperte negli archivi filmici, novità che arrivano da cinematografie di paesi lontani. Per questo ogni anno accorrono non solo gli addetti ai lavori, gli archivisti, i restauratori, i curatori, ma anche tanti appassionati e cinefili di tutte le età, ormai legati a questo “viaggio spazio-temporale alle radici e ai confini del cinema”.

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Piazza Maggiore a Bologna durante una delle serate del Il cinema ritrovato, festival giunto alla XXXI edizione.

La chiave del successo resta, però, sempre il programma, ricco, vario e di qualità. Sempre amatissime le proiezioni in Piazza Maggiore fanno il pieno. Quest’anno, tra i titoli più invitanti, sono da segnalare Il laureato di Mike Nichols (1967), il film che lanciò Dustin Hoffman e che compie 50 anni, e all’opposto Io… e il Ciclone (1928), in cui il grande Buster Keaton, primattore e anche regista insieme a Charles Reisner, fantastico, crea mirabili effetti speciali studiati al millimetro nella lunga sequenza del tornado. La sempre mitica Corazzata Potëmkin (1926) di Sergej Michajlovič Ėjzenštejn torna a risplendere con le musiche originali di Edmund Meisel eseguite dalla Filarmonica del Teatro Comunale di Bologna diretta da Helmut Imig. Perché il Cinema Ritrovato è anche uno dei grandi festival internazionali del cinema muto. Da sempre i migliori musicisti del muto, maestri riconosciuti come giovani talenti, arrivano a Bologna da ogni parte del mondo.

Tra le rassegne tematiche “Il Cinema Ritrovato” spazia quest’anno dal Giappone anni Trenta, impegnato in una spinta verso un maggiore realismo, al Cinema Nero Iraniano anni 50-60, di cui potremo ammirare le pellicole, mostrate per la prima volta fuori dal suo paese, del regista di thriller e noir Samuel Kachikian, ai Maestri Messicani degli anni Trenta, su tutti Fernando de Fuentes, che mise sullo schermo, nella cosiddetta Trilogia della Rivoluzione, la disillusione che seguì l’esito negativo dell’insurrezione messicana di Villa e Zapata, degli anni Dieci.

Sono altrettanto interessanti anche le retrospettive dedicate a grandi nomi del cinema. Il regista francese Jean Vigo, con i suoi film: Zero in condotta (1933) e L’Atalante (1934). Film imprescindibili sull’eterna giovinezza dell’amour fou e sull’insopprimibile anarchia dell’infanzia. Vigo è considerato uno dei grandi ispiratori della Nouvelle Vague di Truffaut e Godard. E Augusto Genina (1892 – 1957), uno dei registi più cosmopoliti del cinema italiano, un vero e pioniere. Autore di Prix de Beauté (1930) con Luise Brooks, che dagli anni Dieci ai Quaranta lavorò tra Italia, Francia e Germania.

Omaggio ai cento anni di uno degli interpreti più poliedrici e di successo dell’Olimpo hollywoodiano, Robert Mitchum. È stato il più carismatico loser del cinema americano, e uno dei suoi massimi talenti naturali, capace di nascondere il proprio genio dietro un atteggiamento strafottente e autoironico. Molti registi che lavorarono con lui lo consideravano uno dei migliori attori al mondo. In programma a Bologna: I forzati della gloria (1945) di William Wellman, Le catene della colpa (1947) di Jacques Tourneur, La magnifica preda (1954) di Otto Preminger, Bandido! (1956) di Richard Fleischer, Il meraviglioso paese (1959) di Robert Parrish, A casa dopo l’uragano (1960) di Vincente Minnelli, e Gli amici di Eddie Coyle di Peter Yates e Yakuza di Sidney Pollack, entrambi del 1973.

Imperdibile la proiezione di diversi filmati datati 1897, realizzati durante i loro viaggi in giro per il mondo dagli operatori della compagnia Lumière a poco più di un anno dalla prima e storica proiezione pubblica di un film, a Parigi, il 28 dicembre 1895.

Uno degli appuntamenti più attesi: i preziosi Technicolor vintage, ricercati e ritrovati negli archivi del mondo. Quest’anno portano sullo schermo il melodramma impavido e puro (Tre magnifici Sirk), i colori di una grande Dietrich soggiogata da Lang (Rancho Notorious) e i colori dell’aurora della nazione americana in La più grande avventura, il film più bello sulla guerra d’indipendenza americana e tra i meno visti di John Ford.

Prosegue la rassegna avviata lo scorso anno sui cortometraggi in Kinemacolor, il sistema a due filtri che produsse tra il 1908 e il 1914 una serie di film meravigliosi resi finalmente disponibili dal restauro digitale.

Da qualche anno, poi, il programma del Cinema Ritrovato ha una nuova sezione, dove convivono recentissimi documentari sul cinema e documentari del passato, dimenticati. Tra i nuovi documentari Becoming Cary Grant, affascinante ricostruzione della vita privata e professionale del divo con più charme che la storia del cinema ricordi.

Altre proiezioni meritevoli di esser citate:

La notte dei morti viventi (1968) di George Romero e Johhny Guitar (1954) di Nicholas Ray e rarissimi film restaurati, come Caligula (1917) di Ugo Falena, o Secrets (1924) di Frank Borzage.

Una delle sezioni dell’immenso programma del Festival è dedicata a “Colette e il cinema”: Colette, scrittrice, mima, attrice, sceneggiatrice. In scaletta vi sono film in cui è autrice di dialoghi e sceneggiature, altri da lei amati nella sua prolifica attività di critica cinematografica, e infine tanti piccoli frammenti che la ritraggono nella vita reale, fino al documentario Colette di Yannick Bellon al quale presta la sua ultima apparizione nel 1951.

Tra gli ospiti: Marco Bellocchio, Bernardo Bertolucci, Nanni Moretti, Dario Argento, Costantin Costa-Gavras, icone della Nouvelle Vague come Jacques Rozier e Agnès Varda e due maestri del documentario americano come D.A. Pennebaker e Bill Morrison.

Novità di quest’anno è che il Festival dura nove giorni. Si conclude ufficialmente come di consueto con la proiezione serale in Piazza Maggiore, sabato 1° luglio, ma l’intera domenica 2 è dedicata alle repliche, per i tanti spettatori che, come ogni anno, durante la settimana non saranno riusciti a vedere tutto quello che avrebbero voluto.

Chi conosce Il Cinema Ritrovato sa che ogni edizione è un’esperienza irripetibile, dove si mescolano ingredienti preziosi e unici. La scoperta di una città bellissima (LA MIA!) che per ben 9 giorni si offre al cinema e a chi ama il cinema.

Per chi non è riuscito quest’anno a venire… al prossimo anno, vi aspetto!

Barbara Berardi

Il video che presentiamo è tratto dal panel Lezioni di cinema: Mitchum e la Tv e rappresenta una selezione di apparizioni televisive di Robert Mitchum commentate da Philippe Garnier. (ENG)