REGIA: Paolo Virzì

INTERPRETI: Valeria Bruni Tedeschi, Micaela Ramazzotti, Valentina Carnelutti, Tommaso Ragno, Bob Messini, Marisa Borini, Anna Galiena, Marco Messeri, Roberto Rondelli, Sergio Albelli, Emanuele Barresi, Stefano Scherini

pazza gioia 1Venerdì sera, seduta comodamente in Piazza Maggiore, attendo l’inizio di un film che mi era sfuggito l’anno scorso, La Pazza Gioia.

Presente alla proiezione del film il regista, Paolo Virzì.

Beatrice e Donatella sono due donne, una ricca, affetta da sindrome bipolare, ex moglie di un avvocato che ha lasciato per vivere una relazione tormentata e distruttiva con un criminale; l’altra una ragazza umile, affetta da depressione, che vive nel tormento di aver perso il figlio dato in adozione.

Entrambe si incontrano nella comunità terapeutica di Villa Biondi, in Toscana, istituto per donne che sono state oggetto di sentenza da parte di un tribunale e che devono sottostare ad una terapia di recupero.

Beatrice (Valeria Bruni Tedeschi), logorroica e Donatella (Micaela Ramazzotti), taciturna, fanno amicizia.

Virzì scrive la sceneggiatura del film assieme alla sua amica e collega Francesca Archibugi, miscelando entrambi gli stili emotivi e toccando temi delicatissimi, rischiosi, con la paura di scivolare nel pietismo e nel banale, riuscendo, invece, ad ottenere un buon film.

La fotografia è di Vladan Radovic e la musica è di Carlo Virzì.

la pazza gioia 3Questo film parla di malattie mentali ed è ambientato nel 2012 quando gli ospedali psichiatrici giudiziari erano ancora aperti (aboliti nel 2013 e chiusi definitivamente quest’anno, 2017). Parla di un mondo di donne dimenticate e punite a causa dei proprio problemi psichici, con quei terapeuti ed assistenti sociali che quotidianamente combattono con passione e dignità per riuscire ad aiutarle a “rientrare” in quella società che le aveva “abbandonate”.

Virzì parla d’amicizia, creando momenti di humor, se pur malinconico, tra le due protagoniste. Affida la parte comica della coppia a Valeria Bruni Tedeschi. È lei che trascina la silenziosa e depressa Micaela Ramazzotti dal guscio in cui era nascosta. L’alchimia instauratasi tra le due attrici è evidente in ogni loro singolo gesto, parola e sguardo perché l’una si fonde nell’altra, facendo così emergere le paure, i desideri e le esigenze di queste due donne tanto differenti, eppure enormemente simili perché bisognose d’affetto.

Nel film troviamo le madri delle due protagoniste. Mamme discutibili e poco affettuose, interpretate da Marisa Borini (vera madre di Valeria Bruni Tedeschi) e da Anna Galiena, entrambe utilizzate da Virzì quanto basta per completare l’architettura psichica e affettiva delle due protagoniste.

Magistrale l’interpretazione di Valeria Bruni Tedeschi, molto buona quella di Micaela Ramazzotti.

Un implicito omaggio alla Legge 180, la Legge Basaglia, dal suo fondatore, l’illustrissimo e compianto Franco Basaglia.

Vederlo? Sì perché è film che tocca le corde del cuore. Parla di un tema poco dibattuto, la malattia mentale e dell’amicizia tra due donne; argomenti, entrambi, così poco considerati e unici che difficilmente sono stati raccontati dal cinema italiano negli ultimi anni.

Buona “calda estate” visione!

Barbara Berardi

Voto: ***1/2

Legenda

***** la perfezione; **** da non perdere; *** interessante; ** pregi e difetti; * passiamo oltre.