La protesta (Mia nonna odia Silvana) di Roberta Skerl, per la regia di Maria Cristina Gionta, in scena al Teatro Manzoni di Roma fino all’11 giugno, con Lorenza Guerrieri, Gabriella Silvestri, Antonio Conte, Enzo Casertano, Paolo Gatti e Berto Gavioli.

Elsa si è chiusa nell’armadio per protesta e quando la figlia, il genero ed il nipote, dopo averle provate tutte, capiscono che non uscirà più, chiamano gli altri due figli e successivamente il parroco Don Eusebio, personaggio sui generis, interpretato in maniera eccellente da Enzo Casertano che all’improvviso si chiude con Elsa nell’armadio per cercare di dipanare la matassa. Riuscirà nel suo intento? Una commedia un po’ amara sulla famiglia. Recriminazioni, litigi, ricatti come può succedere in qualsiasi famiglia. Riusciranno a tornare uniti e a soddisfare il desiderio di Nonna Elsa?

Come mai Nonna Elsa decide di chiudersi nell’armadio e di non uscire più?

Lei protesta contro la morte, in realtà vuole che i figli si ricompattino e che non litighino più. Si chiude nell’armadio per dimostrare che lei esiste e che protesta soltanto per far riunire la famiglia.

I figli credono che lei abbia paura di Silvana. Chi è Silvana?

«Silvana è la morte ma era anche una donna che in passato aveva fatto gli occhi dolci a mio marito e siccome la odiavo, chiamo la morte Silvana».

I figli sono tre, ce n’è uno preferito o i figli sono tutti uguali?

In realtà lei preferisce il nipote (Pietro Morachioli) che è figlio della figlia ma i figli sono i tre «pezzi e core della mamma».

Quanto conta una buona scrittura per la messa in scena perfetta?

Tutto, altrimenti sarebbe inutile andare in scena perché non sai dire le battute, spariscono dalla tua testa. Per cui, la scrittura in primis e Roberta Skerl scrive da Dio. Avevo già fatto Tutto per Lola, scritto dalla stessa autrice e nella prossima stagione lo riprenderemo.

Applausi a scena aperta ma alla fine non eravate neanche tutti sul palco, molti si alzavano per andare via, cosa provate?

Per fortuna c’è tanta gente che rimane lì e magari quelli che corrono hanno altri impegni.

Lei ha recitato sia nel cinema che in televisione. Cosa ne pensa oggi della TV?

La frequento pochissimo, guardo Petrolio ed ogni tanto scelgo uno sceneggiato perché mi piace chiamare ancora così quelle che oggi sono le fiction, più che altro perché la pubblicità ci bombarda. Vedo la prima puntata e se mi cattura la guardo tutta, altrimenti cambio canale. Per fortuna abbiamo tanta scelta.

Progetti per il futuro?

Oltre a quello che le ho detto prima, riprendo anche Il Club delle Vedove, per la regia di Emilia Costantini. Saremo al Teatro dei Servi a Roma e poi andremo a Bologna e Milano.

Elisabetta Ruffolo

La foto di copertina è di Stefano Giorgi.