Al Festival Teatrale di Borgio Verezzi dal 13 al 15 luglio in Prima Nazionale La vedova scaltra di Carlo Goldoni, scritta e rappresentata nel 1748. Con Francesca Inaudi, Giuseppe Zeno, Fabio Ferrari, Renato Cortesi, Riccardo Bocci, Alessandra Cosimato, Alessio Sica e Claudia Ferri. Regia di Gianluca Guidi.

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Ritratto del regista Gianluca Guidi.

Per l’apertura del Festival è stata scelta una commedia classica che anticipa il tema della donna fiera e corteggiata da molti uomini. Tema che sarà in seguito, la base della Locandiera. Una donna protagonista ed artefice del proprio destino “faber est suae quisque fortunae”. Una donna non più guidata dal cuore ma dalla razionalità. Trasgressione ma con un sorriso che porta l’animo ad aprirsi. Tutti gli equivoci si risolvono senza che nessuno si faccia male.

Per TheMartian.eu abbiamo intervistato Gianluca Guidi, in maniera un po’ stringata perché impegnato nelle prove per il debutto. Quali sono le novità apportate al testo?

Il testo è stato un po’ sfoltito, la commedia era a tratti un po’ lunga. Per il resto rimane quella di Goldoni, fatta un po’ in maniera anticonvenzionale, sulla falsariga di una comicità british. Sperando che il pubblico gradisca.

Perché Goldoni ha messo al centro delle sue opere sempre la donna, in un’epoca in cui la donna in tutte le altre parti d’Europa non veniva ammessa in scena e addirittura in Inghilterra erano gli uomini a ricoprire i ruoli destinati alle donne?  

Siamo a ridosso dell’800, qualcosa già era cambiato. Probabilmente la sua scelta era stata dettata dal fatto che fosse un universo non percorso, voleva trovare delle novità all’interno d un mondo che era stato fino allora un po’ bistrattato.

Per la sua drammaturgia, Goldoni potrebbe essere paritetico a Shakespeare per l’Inghilterra e a Molière per la Francia?

Se posso permettermi di dirlo, Shakespeare era qualcosa di più grosso, è un autore diverso, non fosse altro perché arriva 150 anni prima di Goldoni, Shakespeare è Shakespeare, non si può prescindere. Molière forse sì, anche se credo che sia parecchio prima di Goldoni. È difficile fare dei paragoni con degli autori così grandi. Shakespeare è inarrivabile. Non si può paragonare con nessuno, neanche con autori contemporanei. È un genio come Mozart, non se ne può prescindere.

Il suo intento è quello di non tradire la tradizione e di avvicinare i giovani al teatro. Riuscirà a farlo?

Mi auguro che possa essere così.

Perché ha scelto la Inaudi e Zeno?

Quando mi hanno contattato erano già stati scelti dal produttore, ne sono ben felice perché sono due attori deliziosi, nella vita ed in palcoscenico. Hanno una personalità molto sviluppata, capaci, dotati di talento. Il resto del cast l’ho scelto io.

La tournée proseguirà nel 2018, dal 5 all’8 aprile al Teatro delle Muse di Ancona e dal 12 al 22 aprile al Teatro Carcano di Milano.

Elisabetta Ruffolo