REGIA: MIA HANSEN-LOVE

ATTORI: ISABELLE HUPPERT, EDITH SCOB, ROMAN KOLINKA, ANDRE’ MARCON, MARION PLOQUIN, SARAH LEPICARD, SOLAL FORTE, ELISE LHOMEAU, LIONEL DRAY, GREGOIRE MONTANA

le cose che verranno locandona 2Nathalie (Isabelle Huppert), ultra cinquantenne, è docente di filosofia in un liceo, fortemente attaccata al suo lavoro, sempre disponibile con il marito Heinz (André Marcon), suo collega di lavoro, i due figli ormai grandi, una madre svampita, gli allievi con i quali ha un rapporto aperto e colloquiale, e con il suo vecchio allievo prediletto Fabien (Roman Kalinka), con il quale è sempre in contatto. Però, poco dopo, tutto cambia. Il marito la lascia per un’altra. L’anziana madre muore. La piccola casa editrice con cui pubblica da una vita le sue opere filosofiche non le rinnova più il contratto e Fabien se ne va a vivere lontano, per intraprendere un altro stile di vita.

Nel suo quinto lungometraggio Le cose che verranno (L’Avenir), premiato al Festival di Berlino nel 2016 con l’Orso d’Argento per la regia, Mia Hansen-Love ripropone i suoi temi preferiti: quello di raccontare il tempo attraverso la vita, l’abbandono e la riaffermazione di sé. A differenza dei suoi precedenti film Mia si sposta dalla narrazione sulla giovinezza all’età matura di una donna.

La solitudine a Nathalie fa paura. Smette di essere moglie, figlia, insegnante, tutto pare crollarle addosso, come se quello per cui si è spesa per una vita, non avesse più senso, significato («Pensavo mi avresti amato per sempre», dice Nathalie al marito).

Però passa un anno e Nathalie, cambia, elabora la propria solitudine per abbracciare finalmente la libertà.

le cose che verranno 3Una libertà diversa, non subita, legata al suo essere, alla sua trasformazione interiore, che allontana l’assillo dell’autoaffermazione per assumere i propri limiti e riallacciare legami e sentimenti veri con i figli e con il nuovo arrivato, il nipotino. Questi le ridoneranno la voglia di guardare avanti, costruendo nuovi progetti per il futuro.

Riacquisterà una giovinezza emotiva attraverso quella reale dei suoi figli e del nuovo nipotino.

Il valore aggiunto di questo film è data dalla protagonista Isabelle Huppert, sempre credibile e convincente. Qui la regista Mia le ha espressamente chiesto di apparire più umana e fragile e la recitazione per sottrazione della Huppert ha fatto il resto.

Se pensate ad un film epocale, scordatevelo. È senza grandi snodi narrativi, ma con cambiamenti graduali dei personaggi in trasformazione, come i suoi film precedenti, Il Padre dei miei figli e Un amore di gioventù.

Guardatelo serenamente, dopo un buon caffè.

Barbara Berardi

Voto: ***

Legenda

***** la perfezione; **** da non perdere; *** interessante; ** pregi e difetti; * passiamo oltre.