Regia: Barry Jenkins

Attori: Mahershala Ali, Naomie Harris, Janelle Monae, Andre Holland, Trevante Rhodes, Ashton Sanders, Jharrel Jerome, Edson Jean, Alex R. Hibbert, Jaden Piner

Tre capitoli, tre storie, un solo protagonista, Little-Chiron-Black.

moonlight

Ci troviamo in un ghetto nero di Miami dove, tra violenza, emarginazione e degrado sociale, vive il giovane Chiron “Little” (primo atto – l’infanzia) che, inseguito dai bulli della scuola, trova conforto nell’amicizia con il boss del quartiere e con la sua compagna, presso i quali si rifugia, poi, per supplire alla mancanza della madre tossicodipendente.

Chiron (secondo atto – l’adolescenza), questo è il suo vero nome, non condivide l’atteggiamento aggressivo dei suoi coetanei. Scopre se stesso, scopre di essere gay e anche se non lo dice, non sa essere chi non è, non vuole adeguarsi, così si ribella e finisce in prigione.

Black (ultimo atto – età adulta), soprannome che gli aveva dato l’amico del cuore di cui si era innamorato, uscito dal carcere è cambiato nell’aspetto e forse anche nell’animo. Ritorna sulle orme dell’amico boss, divenendo a sua volta spacciatore e cercando di dimenticare il suo passato fino a quando, un giorno, quel passato bussa di nuovo alla porta.

Moonlight, premiatissimo Film, vincitore del Golden Globe come Miglior Film Drammatico 2017 e vincitore dell’Oscar 2017 come Miglior Film, è scritto e diretto dal regista Barry Jenkins, al suo secondo esordio dopo il lungometraggio del 2008, Medicine for Melancholy.

Basato sull’opera teatrale In Moonlight Black Boys Look Blue di Tarell Alvin McCraney, ha vinto anche per la Migliore Sceneggiatura Non Originale, mentre l’attore Mahershala Ali ha vinto come Miglior Attore Non Protagonista.

Il film è incentrato sull’accettazione dell’identità, sessuale ed etnica, e lavora sulla costruzione di questa identità attraverso la consapevolezza del protagonista, di se stesso e di che cosa sta diventando, mentre le condizioni esterne lo rendono molto doloroso, crudele e faticoso da sopportare.

È anche un film che dice qualcosa di importante a proposito dell’amore, dei ricordi e dell’impatto che tutto ciò può avere sulle persone.

Gli attori, tutti bravissimi, sono riusciti a imprimere al film una marcia in più, ma è con la regia che Barry Jenkins costringe lo spettatore a entrare dentro la storia: le inquadrature, sempre strette sui volti dei protagonisti, mirano a sottolinearne le espressioni e i corpi. La città, Miami, è filmata senza architetture, combinazioni di colori (vedere il serial Dexter) o paesaggi particolari, ma dal ghetto, dall’ambiente familiare dello slang, dalla strada, creando atmosfere piene, vive, reali.

Ultimo aspetto non trascurabile è la musica del film: Nicholas Britell (compositore della colonna sonora di 12 anni schiavo e La grande scommessa) è riuscito a evidenziare i cambiamenti fisici di Chiron, seguendoli e assecondandoli con le sue scelte musicali. Bravo!

Personalmente gli avrei conferito l’Oscar come Miglior Film? Forse no.

Certo è che la delicatezza, l’introspezione e il misurato equilibrio nell’affrontare il tema dell’omosessualità in un ambiente povero e machista nel cuore di un ghetto di Miami, senza scadere in cliché banali, lo colloca tra i film che consiglio di vedere.

E quindi, buona visione!

Barbara Berardi

Voto: ***

Legenda

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