Regia: Oliver Assayas.

Interpreti: Kristen Stewart, Lars Eidinger, Anders Danielsen Lie, Nora Von Waldastatten, Sigrid Bouaziz, David Bowels, Ty Olwin, Pamela Betsy Cooper, Leo Haidar, Abigail Millar.

personal shopper 1Maureen (Kristen Stewart), giovane americana, vive a Parigi, lavorando come personal shopper, ossia con l’incarico di acquistare e/o affittare abiti, accessori di lusso e di moda per conto di una famosa star, Kyra.

Maureen si trova a Parigi da quando il fratello gemello Lewis è morto per una disfunzione cardiaca congenita, da cui anche lei è affetta. Dotata di poteri medianici, come il fratello deceduto, Maureen vuole cercare un contatto con lui, con l’aldilà, per sapere se Lewis sta bene e così continuare un po’ più serenamente la sua vita.

Il regista francese Olivier Assayas, con Personal Shopper, premiato come Miglior Regia al Festival di Cannes, ci regala un film misterioso, modernamente gotico, sospeso tra ghost story, cinema d’autore e thriller.

Fin dalle prime inquadrature, Maureen è alla ricerca di qualcosa, confinata nel limbo dell’incertezza: la presenza che avverte è Lewis, oppure no? Deve cedere, o no alla tentazione di provare abiti meravigliosi che compra per altri?

“Sei tu o sono io?” È questa la domanda, il tema centrale del film e del finale aperto, che alterna fantasmi e omicidi per costruire una storia (quasi la prosecuzione dell’ultimo suo film Sils Maria) fatta di riflessi, ombre e paure, che in realtà sono quelle che Maureen ha dentro di sé.

Tante sono le domande che si pone il regista, e diverse le chiavi di lettura che offre, a cominciare da quella sociologica: da una parte ci mostra un mondo, quello della moda, tra ciò che conta e ciò che appare, e dall’altra fa emergere la difficoltà di comunicare, di relazionarsi, di “connettersi” attraverso il bisogno di credere e quindi comunicare con l’aldilà, e nel contempo di farlo attraverso i social, il cellulare, il pc, unici mezzi di comunicazione “reale”: come relazionarsi con uno sconosciuto virtuale attraverso sms?

Nel film, quindi, traspare una realtà liquida, la realtà di Maureen, che passa esclusivamente attraverso ausili tecnologici.

personal shopper 3

Poi c’è il mondo dello spiritismo, elemento forte nel film, declinato in diverse rappresentazioni, come quelle che ne danno lo scrittore francese Victor Hugo e la pittrice d’avanguardia danese Hilma AF Klimt nel 1906. E attraverso i suoni, i rumori, le luci e le ombre legate alla musica di sottofondo, che per tutto il film tengono alto nello spettatore il livello della tensione e dell’adrenalina.

L’interpretazione della Stewart è encomiabile: è riuscita a comprendere nel modo migliore un personaggio complesso, una giovane donna impegnata nella ricerca di se stessa dopo il lutto che l’ha colpita.

Per tutto il film si è in attesa di una risoluzione finale che non arriverà, lasciando questioni sospese e confuse, perché la logica che il regista vuole dare al film è proprio la confusione identitaria della protagonista, che tenta di ricostruirsi coinvolgendo anche gli spettatori, chiamati in causa dalla domanda (sei tu o sono io?) e dallo sguardo della protagonista, che chiude il film.

Film buono, libertario nella trama, slegato dagli stereotipi tipici di un film classico.

Potrei definirlo un film “intuitivo e sensitivo” … “per poche anime”! 😉

Voto: ***1/2

Barbara Berardi

Legenda

***** la perfezione; **** da non perdere; *** interessante; ** pregi e difetti; * passiamo oltre.