Il convegno organizzato dall’associazione “Il corbezzolo” a Bra ha consentito di richiamare alla memoria la lucida visione d’un padre della patria purtroppo oggi quasi dimenticato.

Per me è stato un piacere, oltre che un onore, moderare il dibattito promosso dal sodalizio presieduto da Marco Lamberti dedicato a una personalità la cui opera e i cui insegnamenti, a 60 anni dalla morte, meriterebbero maggiore diffusione. Sergio Soave, Fabio Bailo, Giancarlo Bongioanni e il procuratore aggiunto presso la Procura della Repubblica di Torino, Paolo Borgna, hanno tratteggiato in modo impareggiabile alcune delle tante sfaccettature di un uomo geniale e probo, avvocato di grido, giurista artefice del Codice di procedura civile del 1942 pur non avendo mai aderito al Pnf, politico antifascista (suo il testo «Lo avrai, camerata Kesserling…» sulla lapide “ad ignominia” che venne posizionata a Cuneo), padre costituente e molto altro. Qui voglio riportare una frase di Piero Calamandrei: «Chiamare deputati e senatori “rappresentanti del popolo” non vuol più dire, oggi, quello che si voleva dire in altri tempi: si dovrebbero piuttosto chiamare impiegati del loro partito». La formulò nel 1947. Oggi cosa direbbe?

Lo avrai
camerata Kesselring
il monumento che pretendi da noi italiani
ma con che pietra si costruirà
a deciderlo tocca a noi.
Non coi sassi affumicati
dei borghi inermi straziati dal tuo sterminio
non colla terra dei cimiteri
dove i nostri compagni giovinetti
riposano in serenità
non colla neve inviolata delle montagne
che per due inverni ti sfidarono
non colla primavera di queste valli
che ti videro fuggire.
Ma soltanto col silenzio dei torturati
più duro d’ogni macigno
soltanto con la roccia di questo patto
giurato fra uomini liberi
che volontari si adunarono
per dignità e non per odio
decisi a riscattare
la vergogna e il terrore del mondo.
Su queste strade se vorrai tornare
ai nostri posti ci ritroverai
morti e vivi collo stesso impegno
popolo serrato intorno al monumento
che si chiama
ora e sempre
RESISTENZA.

Piero Calamandrei

Claudio Puppione