Sulla vicenda dell’assessore della Giunta comunale romana Paola Muraro, secondo me, ai più è sfuggita una cosa… Non riesco a togliermi dalla testa la faccenda del milione e 300 mila euro alla assessore (con la “E” finale, alla faccia di chi dico io) di Virginia Raggi. Più ci penso, più mi arrabbio per l’entità della cifra incassata, in modo del tutto regolare, per quelle preziose consulenze. Nessuno che faccia cenno a questo fatto. Per i mass media che hanno lavorato per conto di chi voleva le Olimpiadi, si capisce: tutta gente che viaggia a quei livelli di reddito, radical chic che ritengono normale siano distribuiti compensi per consulenze di quella entità, infatti li prendono anche loro un po’ qui un po’ là, ovviamente sempre in perfetta legalità.

Ma la massa dei militanti cinque stelle, non si rende conto che parliamo di due miliardi e mezzo di lire? Non basta questo per porsi delle domande su chi gestisce ora il municipio di Roma? Il M5S, ad esempio, vuole il reddito di cittadinanza e ciò gli crea molto simpatie in chi ha problemi a sbarcare il lunario.

Predica e almeno in parte attua la rinuncia a gran parte degli stipendi dei parlamentari. Poi imbarca un assessore che guadagna due miliardi e mezzo di lire per consulenze, affidandole le deleghe nello stesso settore nel quale si è del tutto legittimamente arricchita? Anche perché quelle consulenze non sembra siano servite a evitare il disastro della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti nella capitale.

A cosa sono servite? Come mai non si esige di saperlo prima di ogni altra cosa? Ecco, questo non mi torna. Ma la mia è solo invidia: 2 miliardi e mezzo di lire, anzi di più. Vi rendere conto?