Fino a domenica 11 dicembre al Teatro Marconi di Roma va in scena L’amore migliora la vita, scritto e diretto da Angelo Longoni con Eleonora Ivone, Edy Angelillo, Giorgio Borghetti ed Ettore Bassi.

Due coppie di genitori molto preoccupati, si ritrovano loro malgrado a cena perché i loro figli maschi hanno una relazione intima. Dalla preoccupazione si passa alla farsa o meglio alla commedia all’italiana in cui entrambi danno il meglio delle loro cattiverie e delle loro frustrazioni. Appartengono alla medio borghesia, aperti su tutto ma quando si parla dei figli degli altri. Alla notizia che i figli siano stati sorpresi nei bagni della scuola in atteggiamenti intimi, è caduto addosso il mondo edulcorato dal perbenismo. Non pensano al bene dei figli ma sono concentrati su se stessi. Tutti i personaggi sono dotati di una grande dose d’ironia e di cinismo. Sono le mamme a sbloccare la situazione. Rabbia, paura, ottusità, ipocrisia sono gli elementi centrali del racconto. Fa riflettere ma fa anche ridere. Un mosaico cinico e ironico sulla famiglia e su quando a volte si è ostinati e ciechi pur di non affrontare ciò che hanno di fronte anche se si tratta della felicità dei figli.

Due figli felici e due coppie di genitori molto preoccupati. Cosa succede?

Eleonora Ivone. Due coppie di genitori molto preoccupati perché sono obbligati a incontrarsi perché i loro figli, nell’anno della maturità sono stati beccati nei bagni in atteggiamenti un po’ intimi e questo li ha messi davanti a una realtà che loro non avevano capito, che non pensavano gli appartenesse né per estrazione sociale né per cultura e quindi si incontrano per questa cena dove in realtà nessuno vorrebbe esserci.

Chi delle due reagisce meglio?

Edy Angelillo. Loro sono delle mamme, l’impatto è un po’ scioccante, soprattutto per il mio personaggio Anna che è quello più rozzo, Silvia invece è una giornalista di moda quindi molto più aperta, dopo un attimo di shock ovviamente accolgono i figli per quello che sono, pensando che poi l’amore è importante rispetto alla persona come dice appunto Silvia e non al sesso a cui appartiene. Il problema sono i mariti, soprattutto mio marito che è Giorgio Borghetti, molto all’antica, molto rozzo. È uno che comunica luoghi comuni, conformista. Le mamme sicuramente accolgono.

Perché l’omosessualità è ancora oggi un tabù?

Eleonora Ivone. Credo fortemente che sia iniziata un’epoca in cui la gente, anche le persone più anziane, comincino a prevedere una sessualità diversa da quella eterosessuale. È chiaro che c’è ancora tutto un retaggio legato alla cultura e ad un’indicazione di pensiero che prevedeva fosse uno scandalo essere omosessuale. Questo è abbastanza aberrante per l’essere umano. Ho tre figlie, Edy ne ha uno, Giorgio ne ha uno e Ettore ha tre figlie. Credo che oggi si sia iniziato un percorso dove l’omosessualità in realtà comincia ad avere un suo spazio anche di pensiero e di animo. Edy Angelillo. Comincia teoricamente perché in realtà si è tutti molto aperti poi in pratica ancora oggi sento “basta che non succeda a me”, “basta che non sia mio figlio” che è una cosa terribile perché non si pensa alla felicità del proprio figlio. Eleonora Ivone. Il centro della Commedia oltre ad essere l’ipocrisia cioè l’incapacità di questi genitori di farsi vedere veramente per quello che sono, è proprio la centralità che non si pensa al bene dell’altro ma ci si concentra su se stessi. Credo che questo per un genitore sia la cosa peggiore in assoluto. Pensare a se stessi significa sedersi e non spostarsi di un centimetro.

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Ritratto di Eleonora Ivone.

Come può l’amore migliorare la vita?

Edy Angelillo. Il titolo della commedia sembra banale ma a quanto pare non lo è, viste le separazioni, i divorzi e altri disastri a livello familiare. È un concetto molto difficile da mettere in pratica. È ovvio che l’amore migliori la vita, a volte l’amore distrugge la vita, ti distrugge psicologicamente. È molto delicata come situazione. È una questione anche di maturità, di rispetto, di riuscire nella coppia a crescere insieme. Molte coppie rimangono come si erano conosciute, solo che uno dei due può cambiare. Non ci si incontra e questo credo che sia molto difficile. Se l’amore migliorasse la vita e tutti l’avessimo capito credo che non ci sarebbero guerre, non ci sarebbero problemi. Quindi vuol dire che siamo ancora molto lontani.

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Ritratto di Edy Angelillo.

Molto spesso a frenarci sono la rabbia e la paura, come possiamo superarle?

Eleonora Ivone. Questa è un’affermazione molto giusta ed è sorella della domanda precedente. L’amore migliora la vita se lasciassimo andare un po’ di rabbia, un po’ di paura. Bisognerebbe non avere pregiudizi nei confronti degli altri, cosa che invece purtroppo diventa inevitabile perché purtroppo per cultura, per educazione, l’uno guarda l’altro sempre con un po’ di diffidenza. Edy Angelillo. Credo che tutti potremmo fare un corso di astronomia ma in maniera approfondita. Ci sto pensando proprio per capire cosa siamo in realtà e l’assurdità di star sempre lì a lottare, ad arrabbiarsi per che cosa poi? Siamo nel nostro Sistema Solare uno sputo e noi per questo arco di tempo che è la nostra vita che è brevissimo, ce la meniamo, ce la roviniamo, ce la distruggiamo. È assurdo. Il problema è che pensiamo di essere immortali ed invece non abbiamo ancora capito che non lo siamo. Eleonora Ivone. Lasceremmo andare sicuramente la rabbia e la paura se pensassimo un solo momento “quest’attimo è già passato”.

Eleonora hai parlato di pregiudizi, quindi un ruolo importante lo segna anche l’ottusità nella vicenda?

Eleonora Ivone. Il mio personaggio è un po’ meno ottuso perché Silvia è una giornalista di moda, è al passo coi tempi, disinibita, è una che lotta, è una che va anche per convenzione rispetto al suo lavoro contro le ottusità. Il suo problema è l’ottusità del marito, Ettore Bassi che la rende incapace di rapportarsi con lui e quindi le ottusità di coppia quando le persone si parlano e non si dicono quello che vogliono veramente dirsi. Franco e Silvia hanno un rapporto estremamente conflittuale, molto sottile, mai veramente esplicito a differenza di Anna e Marco che invece si urlano addosso, si aggrediscono. Il personaggio di Anna ad un certo punto ha un exploit meraviglioso, si libera dell’abito borghese e gli vomita in faccia quello che pensa. L’ottusità dei personaggi sta nel non essere mai se stessi e nel mio caso nei confronti di mio marito che è un uomo affettato, dice sempre quello che pensa e lo dice con un cinismo, con una cattiveria, una voglia d’infilare il dito nella piaga continuamente.

La nostra ristrettezza mentale molto spesso ci mette il paraocchi ed alla fine ci fa diventare ipocriti. Come uscirne?

Eleonora Ivone. Io la chiamo diplomazia ogni tanto. Il problema è questo, la continua lotta verso l’equilibrio. Edy diceva che bisogna ricordarsi che siamo nel sistema solare. Ogni tanto dico “Sono una Bilancia e sono sempre alla ricerca dell’equilibrio”. In realtà questa cosa è durissima. Edy Angelillo. Assolutamente, però forse dovremmo scegliere un’altra strada. L’ipocrisia significa che devi scendere a compromessi, devi fare ciò che realmente non senti di fare. A questo punto diciamo che alla nostra età, non avendo più vent’anni ma neanche ottanta, possiamo permetterci di dire “le nostre strade si possono tranquillamente separare, non solo a livello di coppia, ma a livello di amicizia, di lavoro. Io prendo quella strada”. Eleonora Ivone. Quello che dice Edy è assolutamente vero. La coerenza verso chi siamo ha a che fare con una scelta molto forte che uno fa nella vita. Personalmente posso riconoscermi in questo. L’unico posto dove mi piace molto fingere è il palcoscenico, usando quello che di me può avvicinarmi al personaggio. In realtà nella vita sono stata sempre molto sanguigna, molto diretta, faccio sempre quello che la mia testa mi ha sempre detto. Posso dirti una cosa? Se uno ci si riconoscesse in questi personaggi, nel bene e nel male e riuscisse a guardarsi in uno specchio, in una frazione di film e dire “Oddio questa cosa non mi piace, forse non sono bella così, forse posso cambiare”, allora forse varrebbe la pena riconoscersi. Edy Angelillo. Comunque a parte tutta questa cosa che siamo andati proprio nel profondo ed è bellissimo. Se fai uno spettacolo ed hai la possibilità di recitare un testo che ha spessore, si ride anche tanto. Eleonora Ivone. È esilarante perché è cattivo, è iperintelligente, ha dei momenti di grande cattiveria ma che è sposata con la commedia all’italiana. Sono di parte perché ho sposato Angelo Longoni e sono coerente con questa scelta. Angelo ha scritto una commedia vicina a I Mostri di Dino Risi. Quelli diventavano pure brutti fuori per farti vedere quanto fossero brutti dentro, però ti facevano ridere. Per questo lo trovo molto intelligente, c’è una grande dose d’ironia e di cinismo nei personaggi, la cosa divertente secondo me su cui dover riflettere è che anche in Italia sappiamo scrivere. Sono appena andata al Teatro Argentina a vedere Stefano Massini e tanto di cappello alla Trilogia di Lehman.

Elisabetta Ruffolo