Stefano Santomauro, attore livornese racconta storie al limite della realtà. È un autodidatta che impara sul campo. Da Migone in poi ha avuto sempre la fortuna di trovare i maestri che gli hanno dato sempre il meglio. La tecnica oggi la fa da padrona ma lui dice che «Non si tratta di esser bravi ma si tratta di saper raggiungere le persone. La tecnica aiuta solo ad arrivare fino in fondo. I tempi e la comicità non si possono imparare. Se non c’è altro si è una scatoletta con una confezione bellissima ma vuota dentro». Ha studiato la tecnica perché serve ma non perde mai l’istinto di sapere dove andare. L’avevo già incontrato a Roma in Metereopatiko e oggi lo ritrovo a Livorno impegnato nelle prove del nuovo spettacolo Santomauro subito! che sarà in scena il 26 dicembre al Teatro Cral ENI per poi spostarsi in altre città fino al 3 marzo 2017.

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Locandina con tutte le date dello spettacolo Santomauro subito! di Stefano Santomauro.

Santomauro Subito! di cosa parla lo spettacolo e perché questo titolo?

Lo spettacolo è un monologo divertente, surreale e quanto mai attuale su nostro Paese. Ho avuto modo di visitare anche altri Stati e il confronto con il nostro amato/odiato stivale è quanto mai necessario (oltre che cinico!). Il titolo nasce dalla riflessione che oggi ognuno di noi, per arrivare alla fine della giornata, è in odore di santità: ci vuole un miracolo al giorno! Ho la fortuna poi, assolutamente non meritata, di avere un cognome che andava a pennello: mi chiamo appunto Santomauro.

Quali situazioni attuali esamini con l’occhio della comicità surreale?

Lo spettacolo è un vero viaggio tra la Svezia, la Germania, la Francia, il nostro Paese affrontando i temi quotidiani come prendere la linea internet a casa (un miracolo!), riuscire a far fare il pieno di benzina agli anziani al self service, trovare una fidanzata a Giacomo Leopardi…

Hai fatto tante date in Toscana e poi Caserta e Cremona. Campanilismo o cosa?

A questa domanda c’è una risposta abbastanza semplice. Vado in controtendenza rispetto alla moda: non pubblico video su youtube come fanno la maggior parte dei nuovi comici. Tanto rispetto per quel linguaggio seguito da migliaia di fans… ma io adoro fare i miei spettacoli a teatro e il passaparola del mio spettacolo dopo 75 minuti di risate è il miglior video di youtube…naturalmente i tempi del ‘mio modo’ sono più lunghi ma duraturi…Quindi tante date in Toscana (e ne sono molto felice) perché lentamente il pubblico mi conosce, mi consiglia ad amici, si sparge la voce… Il miglior complimento di una signora è stato guardandomi alla fine dello spettacolo in modo stupito: «Mi hai fatto ridere fino alle lacrime e non hai mai parlato di sesso e problemi di coppia!».

Nel 2016 hai partecipato su La7 al Programma Eccezionale veramente com’è andata?

È stata la mia prima volta in un talent, in uno studio televisivo e in tv: non nego una grande emozione e forse l’inesperienza di avere portato un ‘pezzo comico’ non tagliato per la televisione… ma non si finisce mai di imparare! Ho avuto modo di confrontarmi con professionisti del settore che sono dei veri e propri maestri. Diego Abatantuono mi ha fatto tanti complimenti e mi ha dato ottimi consigli. Paolo Ruffini (livornese come me ma al quale ho tenuto nascosto la mia partecipazione al talent fino a quando non mi ha visto in puntata) è per me un fratello maggiore: chiedo sempre a lui se la scelta artistica che sto per fare è condivisibile oppure no. E lui è sempre disponibile!

Attualmente stai partecipando a Challenge 4, un format televisivo in onda su Rai 4 in prima serata. Sei l’unico comico toscano. Come hai fatto a sbaragliare gli altri concorrenti?

Bisognerebbe chiederlo agli autori! Non lo so, io porto una mia comicità, attuale, non scontata, mai volgare, assolutamente tagliata per la mia comicità. Non è giusta o sbagliata. È mia. Sono molto contento di presentarmi al grande pubblico come standup portando il mio modo di vedere il mondo, che evidentemente, è piaciuto agli autori del format. Un’esperienza bellissima che mi ha fatto crescere tanto, fatto conoscere altri comici italiani! Poi ci sono tante altre belle cose che bollono in pentola, ma per il momento incrociamo le dita e lavoriamo tanto, perché la comicità e l’arte non si improvvisano!

Elisabetta Ruffolo