Regia: Paolo Genovese

Interpreti: Valerio Mastrandrea, Marco Giallini, Alba Rohrwacher, Vittoria Puccini, Rocco Papaleo, Silvio Muccino, Silvia D’Amico, Vinicio Marchioni, Alessandro Borghi, Sabrina Ferilli, Giulia Lazzarini

the-place-il-nuovo-film-di-paolo-genovese-maxw-654Sull’onda del successo ottenuto appena un anno fa con Perfetti Sconosciuti, Paolo Genovese si tuffa in una nuova impresa dirigendo e scrivendo, insieme a Isabella Aguillar, The Place, adattamento per il grande schermo della serie televisiva statunitense The Booth at the End.

Come nel precedente film l’impianto è teatrale: al centro c’è il protagonista (Valerio Mastrandrea) e gli altri personaggi si susseguono in scena in una sorta di serrata staffetta.

Il palcoscenico è un ristorante: The Place appunto. L’uomo misterioso, il protagonista senza nome, siede sempre allo stesso posto pronto ad esaudire ogni richiesta in cambio di compiti che infrangono regole morali, principi etici e leggi. Ha con sé un quaderno che custodisce segreti, stati d’animo e sensazioni dei nove personaggi in cerca di qualcosa, in cerca di se stessi, in cerca di qualcuno.

Un poliziotto vuole recuperare il bottino di una rapina (Marco Giallini), una suora ha bisogno di ritrovare Dio (Alba Rohrwacher), un cieco rivuole la vista (Alessandro Borghi), un uomo spera nella guarigione del figlio (Vinicio Marchioni), un tizio vuole una notte di sesso (Rocco Papaleo), un’anziana desidera la guarigione del marito (Giulia Lazzarini), una donna vuole riconquistare l’amore del marito (Vittoria Puccini), una ragazza desidera essere più bella (Silvia D’Amico), un ragazzo non vuole più rivedere suo padre (Silvio Muccino). Ognuno è disposto a fare quello che gli viene chiesto per ottenere ciò che vuole, sotto lo sguardo della cameriera (Sabrina Ferilli).

Il tutto al cospetto del misterioso uomo dei desideri, burattinaio dei destini altrui.

sabrina ferilli the place

Sabrina Ferilli in The Place di Paolo Genovese.

Le loro storie si incrociano perché questa è la vita, in cui la fortuna di uno è la dannazione di un altro in una sorta di “partita doppia” dell’esistenza.

Ogni esperienza è solo raccontata e mai mostrata, e questo rende inevitabilmente il film meno scorrevole.

La regia manca di significatività accontentandosi di accompagnare gli attori nello spazio ristretto in cui si muovono, il resto lo fa il montaggio che conferisce ritmo agli incontri.

L’alternanza dei molti personaggi in brevi sequenze lascia poco spazio ad interpretazioni significative e nel complesso sarebbe stato necessario, ogni tanto, un cambio di registro narrativo per rompere la linearità del racconto.

Tuttavia, nonostante questi limiti, l’ indecifrabilità della storia, inevitabilmente, stimolerà la vostra curiosità facendovi riflettere fino alla fine, e non è poco.

Cosa siamo disposti a fare per ottenere quello che vogliamo? Quello che desideriamo è veramente il meglio per noi?

The Place è questo e non solo: è un percorso di consapevolezza che può portare ad una rinascita o ad una sconfitta. Il tutto per colpa, o per merito, di un compito improponibile.

Il finale è tutto da scoprire perché tutti hanno un compito, proprio tutti…

Gianluca Grannò

Voto ***

Legenda

***** la perfezione; **** da non perdere; *** interessante; ** pregi e difetti; * passiamo oltre.