L’introduzione di un approccio multidimensionale nell’ambito di missioni di pace in emergenze complesse sottolinea l’importanza del coordinamento tra le componenti militari e quelle umanitarie su tutti i livelli di interazione. In queste operazioni la cooperazione e il coordinamento tra le componenti militari e umanitarie sono fondamentali per raggiungere un obiettivo comune: alleviare le sofferenze e prevenire la perdita di vite umane. Le difficoltà nel reperire personale adatto a sviluppare, migliorare e sostenere relazioni di lavoro efficaci, e superare il potenziale conflitto esistente in un coordinamento civile-militare, non sono state affrontate all’atto pratico e neppure nella ricerca teorica. L’esercito deve identificare il personale che, in primo luogo, sia conforme al profilo di peacekeeping psicologico generico e, in secondo luogo, rispecchi le conoscenze, le competenze e le capacità necessarie per svolgere la funzione di coordinamento in modo soddisfacente. A causa della mancanza di un profilo psicologico di selezione per i militari deputati al coordinamento civile-militare, la selezione stessa e la proiezione di membri competenti tra il personale militare rimane una sfida.

La cooperazione e il coordinamento tra le componenti militari e umanitarie sono fondamentali nelle operazioni multidimensionali di mantenimento della pace: il personale umanitario ha bisogno di rapporti di collaborazione con le forze militari per svolgere le proprie funzioni di salvataggio e la sfida è proprio sviluppare, valorizzare e sostenere questo rapporto di lavoro perché si realizzi in modo efficace.

Ci sono opinioni contrastanti in merito ai compiti dei militari in coordinamento civile-militare. Le Nazioni Unite (ONU) sono diffidenti per quanto riguarda la duplicazione degli sforzi, vale a dire che i militari non dovrebbe assumere funzioni in missioni umanitarie così come il personale umanitario non dovrebbe perseguire fini militari. Anche se le funzioni regolari dei militari comprendono attività relative alla sicurezza, potrebbe essere necessario eseguire le attività in collaborazione con altre organizzazioni umanitarie e con le agenzie internazionali, per questo la natura di tale cooperazione deve essere coordinata per garantire il conseguimento di obiettivi comuni. Uno scarso coordinamento può avere conseguenze potenzialmente gravi, come la perdita di vite umane che potrebbe derivare da ritardi nella reazioni, causati dalla necessità di chiarire ruoli e responsabilità delle componenti civili e militari. Il sostegno alla popolazione colpita sarà significativamente più efficace se la cooperazione con il personale umanitario è implementata: il coordinamento è il meccanismo più importante per creare sinergie e raggiungere obiettivi comuni, ed è questo a rendere i militari CIMIC un’interfaccia critica di coordinamento tra il mondo umanitario e le componenti militari nelle operazioni a sostegno della pace.

L’importanza di una definizione universalmente accettata per CIMIC è un tema centrale nelle operazioni delle Nazioni Unite, in quanto ridurrà le diverse interpretazioni del termine nella comunità internazionale. Il CIMIC, nell’ambito della costruzione e mantenimento della pace delle Nazioni Unite, fa riferimento a un coordinamento ottimale tra la componente militare e di altri tre giocatori, vale a dire (1) la componente umanitaria all’interno di una missione integrata, (2) le agenzie all’interno del sistema delle Nazioni Unite e (3) gli attori civili esterni e interni. La definizione di coordinamento civile-militare, come definito dal Dipartimento delle Nazioni Unite per le Operazioni di Peacekeeping (DPKO), è accettato da ogni attore.

Il ruolo del personale CIMIC è determinato dal tipo e dalla fase della missione, i militari CIMIC assolvono le loro funzioni come consiglieri sia dei comandanti militari che dei coordinatori umanitari, deliberando come ufficiali di coordinamento e responsabili di progetti sviluppati per sostenere le iniziative della comunità e, infine, prendendo in carico la formazione necessaria. Chiaramente, le esigenze connesse a queste operazioni sono ampie e variegate, il che evidenzia la necessità di flessibilità e adattabilità per poter funzionare efficacemente in un ambiente di gestione partecipativa.

La selezione dei militari CIMIC è una responsabilità nazionale, questo implica che le nazioni devono garantire che i funzionari competenti vengano distribuiti con criterio, in modo di svolgere questo compito critico nel corso di missioni di pace. C’è un profilo psicologico generico per i soldati impegnati in operazioni di pace, profilo che si basa sui doveri generali di mantenimento della pace, ma questo profilo si presenta inadatto alla scelta di personale CIMIC in quanto non prevede la selezione di specialisti. Tra i parametri di riferimento il profilo generico presenta quelli relativi a salute fisica, depressione, dominanza, stato d’ansia, autostima, spensieratezza, comunicazione, relazioni in un gruppo di pari e felicità ambientale. In assenza di un profilo di competenze inclusivo e ad hoc che inglobi le conoscenze, le abilità e i comportamenti pertinenti, selezionare militari da destinare al CIMIC è un compito arduo e richiede pertanto l’attenzione urgente di uno studio dedicato.

Nonostante questa necessità, il personale competente che si adatta al profilo psicologico e alle competenze richieste non è adeguatamente selezionato e formato: il CIMIC è un ambito specialistico in missioni di pace, un soldato da solo non può svolgere efficacemente questo compito, ma spesso i militari non hanno altra scelta, a causa della distribuzione del personale con formazione CIMIC che insufficiente per mancanza di capacità o a causa di criteri di selezione inefficaci. Inoltre, George (2002) ha sottolineato l’importanza fondamentale dei militari stessi nell’identificazione del personale da formare come specialisti di missione CIMIC. Le capacità di coordinamento specialista, al di là di quelle generiche di mantenimento della pace, sono fondamentali per lo svolgimento del lavoro dei militari CIMIC.

Per compilare un profilo psicologico e di competenza per la selezione di militari CIMIC, si deve utilizzare un’analisi sul lavoro e sulle competenze di automodellamento.

Il modello delle competenze è il risultato dell’analisi di un lavoro completo. I ruoli e le funzioni del responsabile CIMIC sono stati integrati nel quadro di Bartram (2005) e Kutz e Bartram (2005). Sono state definite dieci ampie competenze, basate su interviste somministrate agli operatori storici al lavoro. Alcuni elementi individuati negli studi teorici sono stati collegati a competenze specifiche. Questi elementi sono definiti come indicatori positivi e negativi per ciascuna competenza (Arnold et al 2005; Brown 2006), laddove gli indicatori positivi rappresentano un comportamento che esalta i militari CIMIC nelle prestazioni, mentre gli indicatori negativi segnalano un comportamento che ostacola le prestazioni (Lloyd 2008). L’inclusione di indicatori negativi è indispensabile per la selezione in ambienti di lavoro (Crowne 2007; Flin 2001). Gli individui in cui si rileva una significativa presenza di indicatori negativi non dovrebbero essere considerati per la selezione (Flin 2001). Questi indicatori sono comprensivi di caratteristiche e comportamento del funzionario CIMIC in relazione sia a (a)un ambiente ambiente dinamico PSO, (b) al concetto di coordinamento civile-militare.

Competenze generali:

  • comando militare: determina l’andamento delle azioni necessarie al CIMIC per raggiungere i propri obiettivi, in linea con i requisiti di missione;
  • costruire e promuovere partenariati tra i militari e la componente umanitaria e civile: sviluppa e rafforza la cooperazione, interna ed esterna, grazie a cui ottenere informazioni, assistenza e supporto;
  • fornire consulenza ai militari e alle componenti umanitarie: comunica e sviluppa reti efficaci tra la componente militare e quella componenti umanitaria;
  • analisi e interpretazione della dinamica del coordinamento civile-militare nell’ambiente: mostra chiaramente di possedere un pensiero analitico ed esperienza nell’analisi di problemi complessi;
  • promozione di un ambiente di lavoro dove la creatività e la concettualizzazione sono incoraggiate: promuove un ambiente di lavoro in cui l’apprendimento, l’innovazione e la creatività sono promossi;
  • coordinare gli sforzi delle organizzazioni pertinenti: esegue la funzione CIMIC per migliorare il coordinamento ed evitare la duplicazione degli sforzi;
  • essere emotivamente stabile per regolare e far fronte alle dimensioni multiple del coordinamento civile-militare: risponde bene al cambiamento, gestisce la pressione in modo efficace e affronta bene le battute d’arresto;
  • promuovere un ambiente di lavoro dove obiettivi personali e organizzativi siano allineati con gli obiettivi della missione: promuove la comprensione reciproca e l’apprendimento organizzativo per facilitare l’auto-sviluppo e la crescita in termini di carriera;
  • rispetto e promozione delle differenze individuali, culturali e organizzative: dimostra la capacità di lavorare in maniera costruttiva con persone provenienti da ogni ambiente e orientamento, rispetta le differenze e valorizza tutti i contributi;
  • garantire un utilizzo efficace delle risorse: identifica le priorità in accordo con gli obiettivi della missione, sviluppa strumenti coordinati, alloca le risorse e monitora i risultati.

È chiaro che i militari CIMIC hanno bisogno di competenze al di là delle normali capacità associate alla leadership militare.

Questo articolo contribuisce al concetto di CIMIC in modo unico essendo il primo che ha affrontato le sfide del CIMIC con un approccio olistico. Nella discussione teorica, il concetto di coordinamento civile-militare non era mai stato analizato dal punto di vista della componente umanitaria e militare. Le sfide individuate da tali componenti sono state affrontate integrando le possibili soluzioni proposte da entrambe le componenti in gioco. I ruoli e le funzioni del responsabile CIMIC sono stati definiti integrando il concetto CIMIC, la definizioni di militare, le prospettive umanitarie insieme alle possibili soluzioni che potrebbero migliorare il coordinamento.

L’unicità di questo paper si basa sulla pregnanza del modello di competenze. I risultati della discussione teorica sono stati integrati con i primi dati di ricerca effettuata sul campo, riferendosi a un un modello di competenze ad hoc per un militare CIMIC, modello che comprende indicatori positivi, che migliorano gli indici di coordinamento, e negativi che impediscono il coordinamento stesso. L’inclusione di indicatori negativi è di importanza fondamentale per questo studio, i cui risultati hanno mostrato come le caratteristiche analizzate insieme agli indicatori positivi siano in grado di identificare, nel gruppo che ha passato con successo la selezione, un modello di competenze CIMIC in cui identificare i militari selezionati. Alcuni indicatori negativi sono risultati correlati con le caratteristiche del gruppo risultato inadatto. Il legame tra gli indicatori negativi del modello di competenze e il gruppo inadatto è di fondamentale importanza nella scelta dei militari CIMIC: gli individui che presentano un comportamento anomalo associato a indicatori negativi non dovrebbero essere selezionati come specialista CIMIC. Appliocando il modello di analisi nel corso della selezione, potrebbe essere impedita la manifestazione della psicopatologia di alcuni individui.

L’operatore CIMIC è sempre visto come il “civile” dai suoi colleghi, ma per gli operatore umanitari e civili sarà sempre un militare.

 

Antonio Evaristo

esperto CIMIC, ricercatore sociale, psicologo sociale

 

Ringraziamento particolare

Dssa Francesca Dorothy Penza per la revisione del testo in italiano

 

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