Regia: Ruben Ostlund

Interpreti: Claes Bang, Elisabeth Moss, John Nordling, Dominc West

locandina-the-square«Il quadrato è un santuario di fiducia ed amore al cui interno abbiamo gli stessi diritti e doveri», con questa presentazione viene annunciata l’opera di punta del museo d’arte contemporanea di Stoccolma, un quadrato delimitato da un perimetro luminoso: The Square.

Un posto dove chiunque può rifugiarsi per chiedere aiuto, per avere soccorso, assistenza, sostegno e carità. Il punto di partenza intorno al quale costruire una società migliore in cui gli individui sono fratelli e si sostengono a vicenda. Per lanciare un messaggio così importante non esiste un posto migliore della Svezia, nazione che nell’immaginario collettivo è esempio di eguaglianza e giustizia sociale. Ma la realtà è un’altra: gli angoli delle strade sono popolati da un esercito di invisibili, emarginati, elementi di disturbo nell’armonico caos delle nostre vite.

Promotore di questa iniziativa è Christian (Claes Bang), fascinoso, egocentrico curatore del museo, convinto, in fondo, che diffondere un messaggio positivo sia sufficiente per far tacere la propria coscienza.

Quando nel soccorrere una donna si accorge di essere stato derubato partorisce un’idea: rintracciare il cellulare e minacciare, alla ceca, un intero condominio per recuperare il cellulare e il portafoglio. Inizia così un percorso a contatto con una realtà a lui estranea che mette a nudo le sue meschinità e le menzogne che si racconta.

Distratto da queste vicende personali trascura la supervisione della promozione del “quadrato” che in mano ad una coppia di giovani arrivisti diventerà un fenomeno mediatico e motivo di imbarazzo per il museo.

Dopo Forza Maggiore Ostlund torna a studiare la natura umana allargando l’analisi dal singolo individuo al contesto sociale in cui è inserito e riflettendo sul ruolo dell’arte moderna nella società di oggi, sui confini della libertà di espressione e sulla continua esigenza di conquistare l’attenzione mediatica con ogni mezzo.

The Square ha vinto la Palma D’Oro a Cannes 2017 ed è stato selezionato per rappresentare la Svezia agli Oscar nella categoria miglior film straniero. Un’opera discontinua che affronta temi scottanti mettendo in ridicolo il protagonista, il suo mondo ed il nostro.

Paradossale a tratti, scioccante a momenti, imbarazzante a strappi e sempre immerso in una fredda comicità che caratterizza il cinema nord europeo negli ultimi anni (Vi presento Toni Erdmann ed Il Piccione che seduto su un ramo riflette sull’esistenza).

Cosa c’è nel nostro quadrato? Non è forse il perimetro nel quale difendiamo il nostro benessere? In cui l’altro è fuori, nemico perché diverso, elemento di disturbo nelle nostre esistenze.

Il merito di Ostlund è quello di arrivare alle nostre coscienze spingendoci a specchiarci nel protagonista, perché, volenti o dolenti, siamo tutti un po’ Christian, sospettosi nel profondo, visceralmente egoisti, tragicamente miseri.

Chiudo con l’immagine più potente del film: l’inquadratura dall’alto del protagonista mentre annaspa nella spazzatura, un piccolo individuo circondato da un mare di miseria. Questo è il “quadro” cinematografico, questo è The Square.

Gianluca Grannò

Voto ***1/2

Legenda

***** la perfezione; **** fa non perdere; *** interessante; ** pregi e difetti; * passiamo oltre.