Per la sezione lungometraggi, vince la XVII edizione del Festival del Cinema internazionale di Frontiera La guerra dei cafoni di Davide Barletti e Lorenzo Conte. La motivazione della giuria del concorso dei lungometraggi composta dai registi Roland Sejko, Fabio Mollo e Tea Falco è “Per la rappresentazione attraverso una ricostruzione stilistica rigorosa ben supportata dall’ottima recitazione dei piccoli attori ed una storia che tra metafora e realismo traduce la scrittura in cinema”.

La menzione speciale per i lungometraggi va a L’ordine divino – Die gottliche ordnunghdi Petra Volpe “Un omaggio a quelle donne che con tenerezza e determinazione si opposero alla supremazia maschile che le escludeva dal diritto di voto, in una società come quella svizzera. In modo realistico e vibrante ci rende partecipe del loro coraggio. Una storia divertente con molti elementi nostalgici ma con un intento profondamente politico che trascende l’ambientazione per diventare narrazione universale.

La giuria per il Concorso dei Cortometraggi, composta dalla scrittrice Silvana Grasso, Maria Grazia Ursino, Executive Director Sales di Foxy Italia, ed il giornalista Gianni Molè, ha assegnato una menzione speciale al cortometraggio Salifornia di Andrea Belluto. “E già nel titolo che coniuga due realtà all’apparenza così completamente diverse, Salerno e la California, più che un’aspirazione è un’affermazione che nulla è veramente inconciliabile, nulla è insanabile. Il temuto passaggio dalla tradizione alla modernità, è possibile, fattibile, indolore. Il prima non è nemico del dopo, il passato non è ostile al presente. Entrambi possono sommarsi, arricchirsi, non sottrarsi a scapito di valori, odori, rumori, suoni, canti dell’uno e dell’altro, di questa elementare ma straordinaria lezione di vita. Salifornia è il canto gioioso, quasi un epitalamio greco.

Per la sezione ConCorto il premio speciale della giuria è stato assegnato al cortometraggio spagnolo La noche de Paz di Alma Mar Izquierdo, in anteprima italiana al Festival del Cinema di Frontiera. “Al di là della specifica ambientazione in era franchista, mitologico, attuale, immortale, universale, tema – faro della libertà e della democrazia. Tutto il mondo, oltre ogni confine e razza è alfiere e vestale, poeta e cantore, sacerdote e tutore perché in ogni continente non deperisca e non perisca mai l’humanitas dell’umanità. Libertà e democrazia concime e radice di quell’albero della Paz che sempre più inaridisce tra retorica dei convegni, sgomento di guerra, calunnia di untori ed indifferenza generale”.

Premio speciale e menzione speciale della Giuria per il miglior cortometraggio va a A casa mia di Mario Piredda. Nella motivazione si legge “La lingua sarda poeticamente cesella come in una scultura del suo rarissimo corallo, silenzi che gridano, occhi che sentenziano, gesti che condannano o assolvono alla presenza di un onnipotente mare, custode fiero e muto di vittorie e sconfitte. È la patria del conosciuto, dell’amato, degli affetti. Il bene supremo cui sempre tornare, nonostante l’odissea, i naufragi, le mareggiate e le dimenticanze della vita. La casa assai più di un perimetro di muri è quella mitologica terra di frontiera in cui mito e modernità possono incontrarsi, ritrovarsi, stringere accordi e ritrovarsi, stringere accordi e consegnarli al futuro.

Nell’edizione del 2018, Mika Kaurismaki sarà Direttore ospite. Nello Correale, direttore Artistico del Festival è orgoglioso del consenso dato dal regista finlandese che sancisce, se possibile, un’apertura maggiore a scenari internazionali. A Marzamemi, quest’anno si è avuto un boom di presenze straniere (quasi un 40%) particolarmente rapiti dai film in lingua originale con sottotitoli in italiano.

Elisabetta Ruffolo