Perdersi tra le calli e dover tornare indietro perché la via si interrompe in un canale. Restare rapiti dai colori dell’arcobaleno racchiusi in un ciondolo di vetro, soffiato a Murano. Alzare gli occhi al cielo e vedere sventolare i panni stesi tra due palazzi che quasi si toccano. Arrivare in hotel in barca. Scoprire che l’unica piazza è quella di San Marco, le altre si chiamano campi. Attraversare decine e decine di ponti in meno di un’ora. Nascondere il proprio volto dietro una maschera. Conversare con un ebreo ortodosso nella zona del ghetto. Degustare una cioccolata calda al Caffè Florian, il più antico d’Europa. Mangiare “cicchetti” sorseggiando uno “spritz” o “un’ombra de vin” in un “bacaro”. Contare le cento sfumature di colore delle case sull’isola di Burano.

Tutto questo è Venezia, la città in bilico tra cielo e laguna. Quella che in ogni parte del mondo ci invidiano perché ogni scorcio vale una fotografia, ad ogni passo si rimane incantati e sospesi. Non a caso ogni paese che vanta una cittadina con qualche canale la battezza con il suo nome. Ma Venezia, quella italiana, è unica e inimitabile. E deve essere visitata, almeno una volta nella vita.

Da dove partire? Da piazzale Roma, l’ancora terrena di Venezia dove arrivano tram, autobus e macchine. Una volta attraversato uno dei ponti, l’unica alternativa per muoversi è a piedi. O in barca.

E proprio osservare i palazzi navigando in mezzo al Canal Grande è una delle magie di Venezia. Il traghetto è alla portata di tutti, con biglietti singoli o giornalieri. Lo scenario è mozzafiato: per 4 chilometri i palazzi e le chiese che si affacciano sul “Canalazzo” (così lo chiamano i veneziani) sembrano fare a gara per attirare l’attenzione dei turisti. Si passa sotto il moderno e assai discusso ponte della Costituzione, ideato e costruito dal grande architetto spagnolo Santiago Calatrava.  Poi sotto il ponte degli Scalzi, sul quale si affaccia la chiesa Santa Maria di Nazareth e la stazione ferroviaria. Non si sa dove guardare: sulla riva sinistra il casinò, la casa da gioco più antica al mondo; a destra Cà Pesaro, sede della Galleria Internazionale d’Arte Moderna e ancora a sinistra la Cà d’Oro, uno dei più prestigiosi palazzi tardogotici di Venezia. E poi si staglia immenso il ponte di Rialto: coperto da arcate, è affollatissimo di turisti e venditori, uno dei punti fotografici più famosi al mondo. Il tragitto prosegue fino all’ultimo ponte che attraversa il Canal Grande, quello dell’Accademia. Uno sguardo al giardino del Museo Peggy Guggenheim, raccolta italiana dedicata all’arte europea ed americana della prima metà del ‘900. E ancora la chiesa della Salute, eretta dai veneziani nel 1600 per liberarsi dalla peste; dopo punta della Dogana finisce il Canal Grande, spunta a destra l’isola della Giudecca e finalmente l’arrivo in piazza San Marco.

Piazza San Marco è uno dei più bei salotti d’Italia su cui si affaccia l’omonima basilica, il campanile e Palazzo Ducale, unico punto d’accesso per poter attraversare il famoso Ponte dei Sospiri. Le foto si sprecano, ma dimenticatevi gli scatti con i piccioni: l’amministrazione comunale ha fatto di tutto per allontanare i volatili.

E poi si parte a piedi, alla scoperta della Venezia meno da cartolina. Oltre i percorsi guidati, quelli dei passeggeri delle navi da crociera. Tra muri scrostati e “sotopòrteghi” ci si imbatte in angoli nascosti e si incontra il silenzio e la fascinosa decadenza di Venezia. Si deve entrare nei palazzi, nei musei e nelle chiese per conoscere la storia di questa città che è bella anche di notte perché poco illuminata, quasi a vergognarsi della sua maestosità.

Facendo su e giù tra i ponti perché non accettare l’invito di un gondoliere e tornare a guardare la città dall’acqua?  I tariffari sono esposti, non è più un’attrazione per ricchi. Lui (ma ci sono anche gondolieri donne) racconta gli antichi segreti della città sospingendo la gondola con brevi colpi di remo, quasi tagli nell’acqua. Meglio scegliere un itinerario poco battuto che mostra l’intima essenza della città addentrandosi per rii silenziosi, stretti fra case e palazzi. Ancor più bella è Venezia osservata dall’insolita prospettiva del basso verso l’alto.