È sempre più evidente la tendenza, tutta di sinistra, a esaltare i risultati elettorali quando sono favorevoli, mettendo in dubbio, invece, il suffragio universale allorché vincono i cattivi.
Già al tempo dei primi successi elettorali di Silvio Berlusconi iniziò a circolare la teoria, sostenuta in particolare da Rosy Bindi e Guido Bodrato, di cui non ricordo il titolo, secondo la quale se vinceva il centro-destra occorrevano correttivi ai risultati del voto, perché non sempre la maggioranza ha ragione. Detto da coloro i quali esaltano la Resistenza giorno e notte, è curioso. Da quel momento è stato un crescendo, con alcune fasi di assoluta comicità.Penso, ad esempio, al corpo elettorale palermitano, alternativamente in preda ai ricatti mafiosi o alfiere della legalità, a seconda se incoronava sindaco Leoluca Orlando o un suo avversario politico.
Il meglio, per adesso, lo stiamo vivendo in questa fase storica con i ragionamenti, espressi senza vergogna, a proposito dellavanzata diMarine Le Pen in Francia, deglixenofobi-neonazisti austriaci e di tutti gli altri movimenti non di sinistra. Enegli Stati Uniti ormai è dibattito aperto sulla necessità di limitare in qualche modo il suffragio universale, poiché potrebbe vincere Donald Trump. Alé, torniamo al XIX secolo!
Claudio Puppione